Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Dalle riforme una spinta per l’Italia»

L’Ocse ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Italia, confermando quanto già evidenziato nell’ultimo rapporto sull’economia nazionale, e ha sottolineato l’impatto positivo delle riforme strutturali che sta realizzando il governo Renzi.
L’Interim Assessment, l’aggiornamento di mid term tra i due outlook semestrali di novembre e maggio presentato ieri a Parigi dal capo economista dell’organizzazione Catherine Mann, prevede per l’Italia una crescita dello 0,6% quest’anno e dell’1,3% l’anno prossimo, con un aumento rispettivamente dello 0,4% e dello 0,3 per cento. Si tratta di una delle correzioni più forti effettuate dall’Ocse per i Paesi della zona euro, appena dopo quella relativa alla Germania: 0,6% quest’anno (all’1,7%) e 0,4% il prossimo (al 2,2%). Per l’intera area euro il ritocco è dello 0,3% per entrambi gli anni, con una crescita stimata all’1,4% nel 2015 e al 2% nel 2016.
La Mann ha spiegato che l’aggiornamento delle previsioni per l’Italia è dovuto a due fattori. Il primo è esterno ed è legato al calo dei prezzi del petrolio e del valore della moneta unica, che sicuramente favoriranno un Paese fortemente esportatore come il nostro. Il secondo è invece tutto interno ed è il frutto delle riforme che sta realizzando il Governo.
«Dopo il buon ritmo delle riforme registrato nel biennio 2011-2012 – ha detto la Mann – abbiamo registrato un rallentamento nel periodo 2013-2014 in molti Paesi. E l’Italia non ha fatto eccezione. Ma dopo una fase di stallo, ora stiamo notando che Roma ha impresso un nuovo passo, ottimale, al processo e che una serie di riforme strutturali è in fase di implementazione». Il riferimento è soprattutto al Jobs act, ma anche alle grandi riforme istituzionali.
Da un punto di vista più generale, la Mann ha evidenziato come l’intera zona euro, potendo contare anche su una politica monetaria accomodante e proattiva, sia finalmente entrata in una nuova fase di crescita, avvertendo che si tratta di un’occasione che bisogna cercare di sfruttare al meglio per andare a cercare tutte le potenzialità possibili, visto che l’attuale ritmo di sviluppo non consente comunque di assorbire lo stock di disoccupazione accumulato nei lunghi anni della crisi. «Ci troviamo in un momento decisivo – ha insistito la Mann – che potremmo definire di svolta. Un’opportunità che non possiamo permetterci di sprecare».
Al riguardo l’Ocse ha individuato quattro cantieri principali. Il primo è quello delle regole di bilancio europee, e della zona euro in particolare. «Sono troppo complesse – ha spiegato la Mann – e troppo spesso violate. Dal 2009 ci sono state ben 12 decisioni che hanno consentito un rinvio dei target di budget. Questo crea un clima di incertezza, mentre ci sarebbe bisogno di stabilità. Servono regole più semplici, più chiare, più credibili e che siano effettive».
Il secondo cantiere riguarda l’armonizzazione delle norme europee in materia economica e fiscale. «La riduzione di un quinto delle differenze attuali – ha dettagliato il capo economista dell’Ocse – si tradurrebbe in un aumento del 25% degli investimenti diretti esteri nella Ue e del 15% degli scambi commerciali tra i Paesi membri».
Il terzo è appunto quello delle riforme strutturali. «C’è un’eccessiva dipendenza – ha detto la Mann – dalla politica monetaria, che da sola non può certo rilanciare gli investimenti. Ecco perché c’è bisogno di un forte intervento, possibilmente concertato, della politica».
L’ultimo cantiere riguarda i salari, che devono aumentare per sostenere la domanda. «Tra l’inizio del 2010 e la fine del 2014 – ha sottolineato la Mann – la produttività è cresciuta molto di più delle retribuzioni reali, con uno scarto superiore all1%, quando l’andamento dei due indicatori, almeno sul lungo periodo, dovrebbe essere analogo. Si tratta di uno squilibrio da correggere».
Un contributo importante al superamento delle disarmonie tra i mercati europei dovrebbe venire dal piano Juncker.
La Mann ha concluso invitando a fare attenzione allo scollamento che si sta realizzando tra la situazione dell’economia reale e quella dei mercati finanziari.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«C’è da sfamare il mondo, cercando allo stesso tempo di non distruggerlo». A margine dell’Op...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bollette, il governo conferma l’intervento straordinario da 3 miliardi per limitare l’aumento r...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non arriva come un fulmine a ciel sereno: da mesi in Parlamento si parla di entrare in aula con il ...

Oggi sulla stampa