Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dalle rendite un tesoro di 60 mld

di Valerio Stroppa e Cristina Bartelli 

Le rendite catastali non aggiornate costano all'erario tra i 50 e i 60 miliardi di euro all'anno. E sono una delle voci che appartengono al mondo degli sconti fiscali vigenti. Il pacchetto di interventi fiscali che a vario titolo contribuisce a diminuire il gettito è di 720, per una somma complessiva di circa 253 miliardi annui. E una parte rilevante si concentra nel settore del mattone. Ai fini dell'Irpef, dell'Ici, dell'Ires e delle imposte indirette sui trasferimenti i redditi da terreni e fabbricati entrano nella base imponibile con valori nettamente più bassi di quelli effettivi. Per quanto riguarda il valore patrimoniale delle case, per esempio, su scala nazionale il valore figurativo ritraibile dalle rendite è inferiore in media di 3,5 volte ai valori di mercato per le abitazioni principali e di 3,8 volte per le abitazioni secondarie (si veda tabella in pagina). Adeguando le rendite ai valori Omi, pertanto, lo Stato potrebbe incamerare più di 50 miliardi di euro. È quanto rileva la relazione finale del gruppo di lavoro sull'erosione fiscale, uno dei quattro tavoli voluti dall'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti in vista della riforma dell'ordinamento tributario (si veda, da ultimo, ItaliaOggi del 12 ottobre 2011).

Oggi si svolgerà la riunione conclusiva del team coordinato da Vieri Ceriani, durante la quale saranno presentati i risultati finali degli studi su tutte le tax expenditures, ossia le diverse voci che incidono negativamente sul gettito fiscale. Voci che, nel corso dei 21 incontri che si sono tenuti in questi mesi, sono cresciute man mano fino ad arrivare a più di 700. Un numero considerevole, rispetto alle 242 voci elencate in allegato al bilancio dello Stato, e suddiviso attraverso 14 metodologie di classificazione. L'erosione della base imponibile non è determinata solo da detrazioni, deduzioni e regimi sostitutivi, ma anche dal riferimento a rendite catastali dei fabbricati e dei terreni non aggiornate e molto inferiori ai valori effettivi. Il livello di sottostima (riportato nella tabella) è però disomogeneo su base territoriale. Il gruppo di lavoro sul punto stima che una reintroduzione dell'Ici prima casa porterebbe una boccata d'ossigeno nelle casse dell'erario pari a un gettito di 17,5 mld di euro. Il calcolo a cui si giunge è dato dalla somma della base imponibile Ici, secondo i criteri attualmente in vigore, (3,4 mld di euro) a cui si aggiunge l'adeguamento alle rendite catastali secondo i criteri Omi che toccherebbe la cifra di 14,1 mld di euro.

Prendendo in esame le persone fisiche, le agevolazioni connesse alla casa costano allo Stato circa 9,5 miliardi di euro annui, mentre le detrazioni legate alla famiglia circa 21 miliardi. Rilevante pure il peso dei benefici fiscali nel settore del welfare (lavoro e pensioni), con oltre 58 miliardi di euro. Per quanto concerne le imprese, alle imposte dirette sono connesse circa 23 miliardi annui di agevolazioni, 8,4 dei quali imputabili all'imposizione del 5% sui dividendi percepiti da società di capitali ed enti commerciali. In tema di Irap, invece, cuneo fiscale e deduzioni varie erodono all'imposizione quasi 7 miliardi di euro. Pesano per quasi 41 miliardi di euro, infine, le agevolazioni in tema di Iva, anche se la relazione evidenzia come le aliquote ridotte (4% e 10%) «assolvono una funzione redistributiva: contribuiscono alla progressività del sistema tributario tassando ad aliquota inferiore consumi necessari». Va tuttavia precisato che le stime degli effetti delle singole misure, ancorché affidabili su base individuale, sono state effettuate assumendo che il resto del sistema resti invariato, cioè che le altre misure restino in vigore. Quindi, sottolinea il gruppo di lavoro, la contestuale abolizione di più misure comporterebbe effetti finanziari diversi dalla somma degli effetti stimati per ogni singola expenditure.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa