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Dalle Casse 500 milioni ad Atlante Intesa e Unicredit verso il miliardo

Atlante 2 (già costituito e autorizzato) ha finalmente ricevuto la prima adesione pubblica: l’Adepp, l’associazione delle casse previdenziali, ha infatti deciso di «sostenere l’iniziativa» con una somma che si aggirerà sui 500 milioni. Altri 320 milioni potrebbero arrivare – in parti uguali – da Intesa e Unicredit. L’obiettivo infatti è di raccogliere almeno 2,5-3 miliardi per Atlante 2; un traguardo che, considerato insieme ai 4,2 già in cassa ad Atlante 1, porterebbe la dotazione complessiva di questi fondi a superare la soglia dei 6 miliardi. Proprio quella indicata da Intesa e da Unicredit a suo tempo per portare fino ad un massimo di 1 miliardo ciascuno la contribuzione ad Atlante (finora hanno dato 840 milioni). Tornando alle casse, per l’Enpam, la più grande, si tratterà di un investimento nell’ordine dei 130 milioni se l’intervento sarà commisurato alle dimensioni che ha all’interno dei fondi previdenziali. Nei prossimi giorni si terranno i relativi cda (ogni cassa interverrà a livello individuale) ma ieri è stato fissato il principio “politico” e il mondo delle casse, raccogliendo l’invito del governo, ha deciso di mettere mano al portafoglio per contribuire alla messa in sicurezza di Mps, acquistandone attraverso Atlante 2 i crediti problematici (gli Npl).
La banca senese resta la sorvegliata speciale e deve trovare una soluzione entro venerdì 29, quando verranno diffusi i risultati degli stress test. Ieri in Borsa il titolo è stato ancora bastonato (-8,4%): il mercato teme che l’aumento di capitale possa arrivare fino a 5-6 miliardi, una cifra che si raggiungerebbe se la Bce adottasse paramenti particolarmente severi sui cosiddetti “modelli interni di valutazione” della banca. La questione è tecnica, ma la conseguenza pratica semplice: l’aumento di capitale necessario a coprire le perdite causate dalla vendita degli Npl sarebbe molto più alto.
Nel frattempo Atlante cerca di mettere fieno in cascina (Quaestio, la sgr che gestisce il fondo, terrà il cda il 28). Su Atlante 2 dovrebbero confluire dunque i 500 milioni delle Casse e altrettanti arriveranno dalla Sga, la bad bank del Banconapoli oggi controllata dal Mef. Della partita dovrebbero essere (nuovamente) anche Poste Vita, Unipol e Mediolanum, anche se al momento non sono state prese decisioni formali. Anche Generali non ha ancora deliberato niente: la volta scorsa ha contribuito con 150 milioni, è probabile che stavolta voglia una governance diversa del Comitato investitori (pur avendo poteri limitati, questo organismo in Atlante 1 ha sei rappresentanti delle banche e uno solo delle assicurazioni, peraltro di Generali).
Infine Cdp: stavolta si parla di una cifra inferiore ai 500 milioni messi sul piatto con Atlante 1, mentre continua la moral suasion sulle banche estere presenti in Italia.

Vittoria Puledda

 

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