Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dalle Borse fiducia con «riserva»

di Marco Valsania

Il nuovo governo italiano, con l'avvento di Mario Monti, può ricevere un immediato voto di fiducia dai mercati, da Piazza Affari a Londra e Wall Street. Ma analisti e investitori, alla riapertura odierna delle contrattazioni, non gli firmeranno assegni in bianco: dovrà farsi strada passo dopo passo, dando dimostrazione, a tambur battente, di muovere il paese sulla strada di riforme e crescita. Altrimenti la luna di miele tramonterà rapidamente. Né è l'Italia il solo osservato speciale nel Vecchio continente: i mercati continueranno a cercare progressi nell'irrisolto risanamento in Grecia come sui destini del piano salva stati. E a ritenere tutta l'Europa – e di conseguenza l'economia globale – a rischio di contagio.

Monti è stimato dagli operatori come dai policymaker globali, forte di un passato accademico e ai vertici della Commissione europea e della fama di decisioni rapide quando guidava l'antitrust di Bruxelles. «Lo spread tra titoli di Stato e bund tedeschi, in un segno di generale credibilità sulle piazze finanziarie, potrebbe anche tornare sotto 300 – dice l'analista indipendente Sergio Pigoli – Alle soglie precedenti l'escalation del rischio politico». Da Oltreoceano gli fa eco Mario Gabelli, fondatore e presidente di Gabelli Asset Management: l'Italia, quantomeno, «si muove in avanti».

I test, però, non tarderanno: «In questi giorni sono in programma aste obbligazionarie, da parte di Italia, Spagna e Francia, che misureranno l'appetito degli investitori», ha avvertito Brown Brothers Harriman. E la correlazione tra bond e azioni, in questi tempi di crisi, è stretta. Accanto a Roma, anche Atene ha un esecutivo al debutto. E l'Eurozona ha risposte da dare a livello centrale, non solo periferico: il vicepresidente della Federal Reserve Janet Yellen ha detto che molti dettagli del rafforzamento del fondo europeo di salvataggio, della ricapitalizzazione delle banche e della riduzione del debito greco sono poco chiari e richiedono «rigore». Gabelli aggiunge: «Il cammino in Italia resta lungo, dovrà mettere mano a riforme strutturali e rilancio delle imprese, e in Europa il lavoro è incompiuto. Gli investitori americani aspetteranno per decidere».

A Piazza Affari Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroders Italia, si attende una «reazione emotiva positiva», che tuttavia «non scioglie i nodi di fondo di una confusa situazione europea» e invita i mercati «alla prudenza», a non aspettare molto per compiere «riesami». Per l'executive occorrerà vedere cosa accade anche alla Francia e alle sue banche sotto pressione, o alla Spagna nuovamente in difficoltà. E verificare l'impatto sulla crescita, sui bilanci aziendali, sulla possibilità di recessione: alcune grandi Borse, da Francoforte a Parigi e New York, non scontano questo spettro. Luca Ramponi, direttore investimenti di Aureo Gestioni, concorda che la pazienza dei mercati sarà limitata e teme delusioni e ritorni di volatilità. Gli investitori cercheranno prova, in Italia, di «manovre non una tantum, siano esse serie patrimoniali o interventi sulle pensioni e sul lavoro». Un asso nella manica: la chiara volontà del governo di venire incontro alle richieste dei mercati potrebbe aiutare a contenere le turbolenze. Pigoli, che pur vede chance di "cambiamento epocale", a sua volta precisa che «bisogna vedere come si muoverà il governo, se parte con provvedimenti a raffica. Avremo dieci giorni cruciali. Se fa parte di quanto va fatto, man mano i mercati saliranno».

I giudizi oscillano così tra incoraggiamento e nervosismo anche oltreconfine. «La percezione è che il governo italiano sarà serio», ha affermato Terry Morris di National Penn Investors Trust. «Potrebbe tornare un po' di stabilità – ha continuato Philip Orlando, di Federated Investors – La paura era quella di una catastrofe in Italia». Monti «sembra essere la miglior scelta oggi possibile – ha detto Alessandro Fezzi di Lgt Capital Management – nonostante il successo di riforme dolorose sia tutt'altro che certo». Una delle scommesse del mercato è che l'ingresso del nuovo governo apra almeno le porte a nuove iniziative europee di sostegno, ad esempio della Bce. Pierre Ellis, di Decision Economics, è invece tra i più prudenti. «I mercati guarderanno ben presto al di là di nomine e annunci in un clima dove l'incertezza è in agguato. Non siamo al traguardo per l'Eurozona e i downside risk, i maggiori rischi, rimangono proprio nel Vecchio Continente».
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa