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Dalle batterie alle auto Volkswagen più elettrica e la Borsa la premia

Sarà un futuro radioso per l’auto elettrica. Tuttavia, se qualcuno si aspettava anche una data certa per la morte del motore a combustione deve essere rimasto deluso. Volkswagen ha archiviato l’annus horribilis della pandemia con risultati in calo ma migliori delle attese e il suo amministratore delegato, Herbert Diess, è riuscito a delineare una traiettoria per il secondo maggiore gruppo automobilistico del mondo che aggiusta il tiro rispetto agli eccessi di ottimismo del passato ed entusiasma i mercati. Dopo la presentazione del bilancio, il titolo è volato ieri in Borsa, toccando a un certo punto i massimi dal 2008 e poi chiudendo la sessione a +8%, a conferma di un trend positivo che dura da tempo.
Volkswagen punta a vendere un milione di macchine elettriche o ibride quest’anno, ha puntualizzato Diess, insomma conta di decuplicare i numeri del 2019. Il gruppo di Wolfsburg programma di lanciare sei nuovi modelli elettrici, e ha allontanato i timori di nuovi rinvii, dopo i problemi di software che hanno congelato per mesi l’ID.3 e la nuova Golf. Entro il 2025 Volkswagen vuole arrivare a un’auto elettrica ogni cinque, diventando il leader mondiale del segmento; entro il 2030 sarà una ogni due. Ma è ancora presto, secondo Diess, per poter dire con certezza quando l’ultimo veicolo con motore a scoppio uscirà da una fabbrica delle “macchine del popolo”. Alla presentazione del bilancio, Diess ha sottolineato che «l’elettrificazione e la digitalizzazione stanno cambiando i veicoli più velocemente e in modo più radicale che mai». Anche se il gruppo non ha ancora «fissato una data per la fine della tecnologia dei motori a combustione», insomma la produzione proseguirà oltre il 2030.
Nell’anno del coronavirus calano ricavi e utili, rispettivamente del 12% a 222 miliardi di euro e del 37% a 8,8 miliardi di euro. Le vetture vendute sono state il 16,4% in meno, ossia 9.157.000. Ma si tratta di dati che hanno sorpreso positivamente gli analisti. Il nuovo direttore finanziario del gruppo, Arno Antlitz, ha parlato di prospettive future «non prive di rischi» per l’incertezza generale sui tempi di uscita dalla pandemia. Nel primo trimestre, Vw conta di produrre 100 mila vetture in meno. Nel complesso, però, Antlitz si aspetta una ripresa significativa delle attività produttive e punta a un ritorno operativo sulle vendite compreso tra il 5 e il 6,5% nel 2021 e tra il 7 e l’8% entro il 2025.
Peraltro Herbert Diess si è lasciato andare a un pettegolezzo che ha confermato i sospetti che circolano da tempo su Tesla e che allargano anche l’orizzonte del gruppo tedesco, proiettato su un futuro sempre più elettrico. Il numero uno di Vw ha parlato delle sei fabbriche di batterie elettriche in Europa che riceveranno sicuramente dei generosi incentivi pubblici. «Del resto – ha rivelato – anche Tesla ha avuto miliardi di incentivi per il sito della Gigafactory in Brandeburgo».
Il ministero dell’Economia non ha voluto confermare se il colosso americano abbia ricevuto soldi pubblici tedeschi, ma il riferimento è all’accordo della Germania con altri dodici partner europei per inserire le industrie che producono batterie elettriche tra i progetti prioritari. Ai cosiddetti “IPCEI” partecipano ormai 60 imprese, tra cui 15 tedesche; il governo Merkel ha già messo sul tavolo tre miliardi di euro.
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