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Dalle banche tutte le informazioni al fondo di tutela

Milano
Massima trasparenza a tutela degli obbligazionisti delle 4 banche in default. Con il Fondo interbancario di tutela dei depositi, parte necessaria nella procedura di arbitrato, che potrà chiedere tutta una serie di informazioni per rendere meno opaco il passato recente e meno recente degli istituti di credito. Informazioni che dovranno essere trasmesse in tempi rapidi, entro 30 giorni dalla richiesta, e, se non fornite da parte degli amministratori, finire all’attenzione dell’organo di vigilanza per eventuali sanzioni. È questo uno degli elementi della parte del decreto legge che dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri di stasera dedicata al rimborso degli investitori.
Prima però dovrà essere selezionata la platea degli aventi diritto. Cosa che il decreto si preoccupa di disciplinare, mettendo in campo da una parte 8 indici presuntivi e 9 elementi di valutazione e dall’altra lasciando al Fondo, che poi dovrà erogare le restituzioni (entro il limite di 100mila euro), la possibilità di ottenere dai 4 istituti coinvolti un pacchetto di informazioni. Per esempio:
copia della documentazione relativa ai rapporti in essere con l’investitore connessa all’operazione di acquisto degli strumenti finanziari subordinati, compresa quella su rapporti diversi dalla prestazione di servizi ed attività di investimento, come conti correnti, contratti di finanziamento comunque denominati e altri;
il profilo sintetico dell’investitore e il profilo più prudenziale fra quelli relativi ai singoli parametri considerati, specificando se tali profili sono riconducibili a categorie basse, medio-basse, medie, medio-alte o alte, oppure a categorie equivalenti;
se la banca ha modificato il profilo assegnato all’investitore con una variazione in aumento contestualmente alla conclusione dell’operazione di investimento o nei 30 giorni precedenti l’operazione;
la concentrazione dell’investimento in strumenti finanziari subordinati emessi dallo stesso emittente rispetto al patrimonio dell’investitore;
la presenza di incentivi del personale con oggetto la distribuzione degli strumenti finanziari subordinati di propria emissione;
la classe di rischiosità/complessità attribuita agli strumenti finanziari subordinati di propria emissione, e i relativi criteri di attribuzione;
i criteri di profilatura della clientela.
Discussione ancora aperta sui criteri di priorità che però potrebbero essere affidata a un successivo accordo tra camera arbitrale Anac e Consiglio nazionale dei consumatori sulle condizioni economico-patrimoniali.
Nel corpo del decreto legge dovranno poi essere inserite anche una serie di misure per favorire il recupero crediti con modifiche in gran parte alla Legge fallimentare e norme inedite. Tra queste ultime, l’introduzione del pegno mobiliare non possessorio che potrà essere costituito dagli imprenditori iscritti al registro imprese per garantire i crediti concessi da banche o intermediari; il registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi, con una sezione ad accesso pubblico e un’altra riservata, con l’obiettivo di favorire la circolazione delle informazioni e la trasparenza delle procedure.
Spazio poi alla possibilità, con finalità di recupero o cessione crediti, di accesso da parte degli organi delle procedure concorsuali alle informazioni contenute nelle banche dati. Verrà poi introdotto un Albo dei curatori e dei commissari, accompagnato da misure di carattere organizzativo estendendo le competenze della Sezione specializzata in materia dì impresa. Inserita poi nel Codice di procedura civile una disposizione per favorire l’assegnazione a favore di terzo.

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