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Dalle banche ok al bilancio Unipol

Le banche del consorzio di garanzia hanno terminato ieri la due diligence sui conti dell’Unipol. E l’esito sarebbe stato positivo: l’indicazione sulle riserve, in particolare, che sarebbero migliori di quelle di FonSai. Un dato che si va a sommare alla differenti valutazioni emerse recentemente sulla solidità finanziaria della compagnia assicurativa bolognese. Come è noto il progetto di integrazione con Fondiaria Sai e la relativa battaglia di cifre fra advisor aveva acceso un faro sui numeri di Unipol. Ora l’analisi condotta potrebbe servire a mettere un nuovo punto fermo nella vicenda, considerato gli istituti che l’hanno prodotta: Mediobanca, Barclays, Nomura, Deutsche Bank, Ubs, Morgan Stanley, Credit Suisse e Unicredit.
L’esito, peraltro, è giunto a poche ore, salvo colpi di scena legati a un possibile intervento della magistratura sulla diatriba valutazioni, dall’ennesima giornata chiave per il riassetto Unipol-Fondiaria Sai. Domani è in calendario un nuovo consiglio di amministrazione di FonSai che, fatto salvo l’ok di Consob, potrebbe dare il via alla pubblicazione del prospetto informativo per l’aumento di capitale. Iniezione di liquidità che potrebbe partire lunedì prossimo. Per quella data, i problemi legati alla definitiva formazione del consorzio di garanzia dovrebbero essere superati. Già domani potrebbe esserci una prima ricognizione positiva. Nelle ultime ore sono emerse le perplessità di alcuni istituti rispetto alla portata monstre, 2,2 miliardi in tutto, degli aumenti di capitale funzionali al progetto di integrazione. Dubbi che potrebbero essere superati se venisse deciso di fare gli aumenti con sconti particolarmente rotondi. In ogni caso, ci sarebbe la volontà generale di chiudere il consorzio in tempo utile. E l’esito della due diligence su Unipol potrebbe aiutare.
Il cda di FonSai di domani proseguirà inoltre la revisione della governance. In quella sede potrebbe essere indicato per la presidenza il nome di Francesco Carbonetti in sostituzione di Cosimo Rucellai. Nel frattempo, anche il fronte Sator-Palladio, la cui offerta sarà esaminata da Fondiaria sempre giovedì, avrebbero aggiunto un elemento chiave alla propria proposta. I due fondi avrebbero infatti raccolto l’appoggio di Veneto Banca per l’operazione. L’istituto ha opposto un no comment all’indiscrezione. Veneto Banca, è già socia di Palladio Finanziaria con il 9,8% del capitale ma fino a oggi, salvo supportare in qualità di intermediario il fondo di Roberto Meneguzzo nella raccolta del l’iniziale pacchetto di FonSai, si era tenuta defilata.
Ciò mentre Premafin è costretta a contare l’ennesima defezione tra i suoi consiglieri. Ieri, l’amministratore indipendente, Mario Zanone Poma, cooptato il 22 giugno 2012, quindi appena dieci giorni fa, ha dichiarato di rassegnare le proprie dimissioni dalla carica «in considerazione del l’impossibilità di conciliare gli impegni professionali in precedenza assunti con quelli di amministratore indipendente, tenuto conto del contesto attuale in cui opera la società».

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