Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dall’autocertificazione ai prestiti: le modifiche al decreto liquidità

Accelerare le procedure e allargare la platea. Si è sviluppato su queste due direttrici il lavoro delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera sul decreto liquidità, per liberare i prestiti garantiti dagli inciampi che ne hanno ostacolato l’avvio. Il testo, su cui ieri il governo ha chiesto la fiducia che sarà votata oggi in vista del primo via libera di Montecitorio previsto per domani, è stato modificato in profondità nelle procedure, su cui ora domina l’autocertificazione, e nelle platee, ampliate alle società partecipate dalla Pa e alle cessioni di crediti. Si allarga anche la sospensione dei mutui, che ora interesserà ditte individuali, artigiani e piccoli professionisti mentre alle grandi imprese ci pensa l’accordo Confindustria-Abi. Ora il testo non dovrebbe cambiare più, almeno nelle intenzioni del governo. Che punta a una ratifica rapida al Senato per far entrare in vigore in fretta le novità.

Ieri le opposizioni si sono lamentate del «dibattito strozzato in Aula» (Lega) dalla «sedicesima fiducia chiesta in pochi mesi dal Governo» (Forza Italia) che «non lascia ben sperare per il futuro» (Fratelli d’Italia). Anche se in commissione, rivendica dal Pd Gian Mario Fragomeli che con l’M5S Luca Carabetta è stato il relatore del provvedimento, si è lavorato «in modo molto costruttivo» con le opposizioni, firmatarie di parecchi emendamenti da quelli sulle rivalutazioni dei beni d’impresa agli aiuti settoriali ad alberghi e terme solo per fare qualche esempio.

Ma la novità principale costruita in commissione, quella che apre la strada dell’autocertificazione per la richiesta dei prestiti garantiti, è nata dalla dialettica fra Italia Viva che l’ha proposta e gli altri partner di maggioranza, M5S in testa, che hanno chiesto contrappesi, fino al voto all’unanimità al testo finale. Per tagliare i tempi nella concessione di prestiti e andare incontro alle richieste avanzate da imprese e banche si chiede a chi si candida al prestito garantito di dichiarare dati aziendali e fedeltà fiscale e anti-mafia di titolari e vertici aziendali, gestendo il finanziamento in un conto dedicato per facilitare i controlli ex post che saranno anche regolati da un protocollo d’Intesa fra Viminale, ministero dell’Economia e Sace. Il meccanismo si applicherà anche alle società tra professionisti.

L’altro pressing delle imprese ha riguardato il calendario delle restituzioni, e anche qui le novità sono molte. I miniprestiti garantiti al 100%, che potranno salire a 30mila euro senza fermarsi a 25mila come prevede il decreto originario, potranno essere restituiti in dieci anni e non più in sei. E i finanziamenti fino a 800mila euro, con garanzia di base all’80%, potranno allungarsi fino a 30 anni. E una volta entrata in vigore la legge di conversione, alle nuove condizioni potranno essere aggiornati anche i finanziamenti già concessi.

Sul treno della conversione del decreto liquidità è salita poi la soluzione a un problema extra-prestiti che aveva scaldato parecchio il confronto fra governo e imprese. Si tratta della responsabilità aziendale in caso di contagio da Covid di un lavoratore, che ora viene esclusa a priori quando l’impresa applica il contenuto del protocollo di sicurezza condiviso dalle parti sociali. Un argine che rafforza il contenuto che si è snodato nelle successive evoluzioni delle istruzioni Inail, e che dovrebbe ora superare i timori diffusi fra le imprese.

In molti casi del resto i correttivi nelle commissioni si sono occupati di questioni estranee al mondo dei prestiti garantiti, accentuando l’impianto «omnibus» già presente nel decreto approvato dal governo. Vanno in questo senso per esempio le novità fiscali sulla rivalutazione dei beni d’impresa, in forma “gratuita” per alberghi e terme o gli indennizzi per le spese sostenute per partecipare a eventi internazionali annullati dall’emergenza. Qualche correttivo è caduto perché nel frattempo del tema si è occupata la manovra anticrisi. E lì dovrebbero finire anche gli ulteriori interventi sulla liquidità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un passetto alla volta. Niente di clamoroso, ma abbastanza per arrivare all’11% tondo, dopo una se...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non sempre il vino corrisponde al giudizio del venditore. Ma le cifre che giovedì Mediobanca — co...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rush finale e già scontro sui nomi dei manager che dovranno guidare il Recovery plan e sui progetti...

Oggi sulla stampa