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Dall’Ace ai marchi, è l’ora del tax planning

Imprese alle prese con la pianificazione fiscale per il 2015: l’ultima parte dell’anno è sempre decisiva per effettuare una serie di scelte, che manifesteranno i loro effetti sul carico fiscale del 2015. Vediamo le principali.
Bonus macchinari
Le società che effettuano investimenti in alcuni impianti e macchinari nuovi, a partire dal 24 giugno scorso e fino al 25 giugno 2015, possono beneficiare di un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute (articolo 18 del Dl 91/2014). L’agevolazione spetta esclusivamente sugli investimenti eccedenti la media dei cinque periodi di imposta precedenti (per i soggetti «solari» 2009 – 2013) con la facoltà di poter escludere dalla media l’anno con gli investimenti maggiori.
Considerato che il bonus spetta solo sugli investimenti eccedenti la media del quinquennio, va pianificata l’opportunità di anticipare o rinviare gli investimenti per concentrare gli acquisti agevolabili nello stesso periodo d’imposta. Ad esempio, se gli investimenti effettuati nel periodo giugno – dicembre 2014 ammontano a 100mila, così come gli investimenti del periodo gennaio – giugno 2015, mentre la media del quinquennio è pari a 120mila, il credito non spetterà affatto; al contrario, se si anticipano gli investimenti del 2015 al 2014 (o viceversa) si massimizza l’ammontare degli acquisti agevolabili nel medesimo periodo d’imposta (200mila) e si può ottenere un credito pari al 15% dell’eccedenza rispetto alla media del quinquennio (80mila).
Spinta a capitalizzare
Ulteriori opportunità possono derivare dalla capitalizzazione delle imprese: prima la legge di stabilità 2014 (legge 147/2013) ha potenziato il beneficio Ace, incrementando i rendimenti nozionali per il triennio 2014 – 2016 (4% per il 2014, al 4,5% per il 2015 e al 4,75% per il 2016); poi è intervenuto il Dl 91/2014 dando la possibilità anche alle imprese in perdita fiscale di fruire del beneficio, trasformando l’eccedenza Ace non utilizzata in un credito d’imposta Irap.
Per i soggetti Ires la deduzione Ace si calcola sugli incrementi di capitale proprio derivanti da conferimenti in denaro e accantonamenti di utili, al netto delle attribuzioni di somme ai soci. Questi incrementi, nell’esercizio in cui si verificano, vengono computati pro-rata temporis. Di conseguenza, le società che riceveranno entro fine anno versamenti in denaro o conversione dei crediti di finanziamento potranno determinare l’Ace per il 2014 su tali incrementi in misura parziale, mentre per il 2015 potranno avvalersene in misura piena.
Per i soggetti Irpef la deduzione è invece calcolata applicando il rendimento nozionale all’intero patrimonio netto risultante dal bilancio al termine di ciascun esercizio. Per questi soggetti, pertanto, l’effettuazione di versamenti in denaro o la conversione di finanziamenti soci entro la fine dell’esercizio determina la spettanza piena del beneficio per il 2014.
Per marchi e brevetti
Anche il disegno di legge di stabilità 2015 annuncia alcune disposizioni che possono ridurre il carico fiscale futuro. Viene infatti introdotto un regime di tassazione agevolata su base opzionale per i redditi derivanti dallo sfruttamento di alcuni beni immateriali (brevetti, marchi d’impresa «funzionalmente equivalenti ai brevetti» e know how). L’agevolazione consiste nell’esclusione dall’imponibile Ires e Irap del 50% (ridotto al 30% per il 2015, al 40% per il 2016) dei redditi derivanti dall’utilizzo di tali asset e l’esenzione delle plusvalenze in caso di cessione. L’incentivo si applica su una quota di reddito definita in base al rapporto tra i costi di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento e lo sviluppo dell’attività e i costi complessivi sostenuti per produrre il bene.
Il regime di favore dovrebbe partire dal 1° gennaio 2015 e potrebbe portare in queste settimane al rimpatrio di beni agevolabili attualmente detenuti all’estero.
Taglio Irap
Da ultimo, la deducibilità integrale del costo del lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato ai fini Irap, prevista nel ddl stabilità a partire dal 2015, potrebbe permettere alle società che trasformeranno i contratti di collaborazione coordinata e continuativa o di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato di poter beneficiare di una riduzione del tributo regionale.

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