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Dalla Ue sì ad Atene Ora l’ultima parola spetta ai Parlamenti

La lista di riforme del governo di Atene è stata approvata dall’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari. Consente di procedere verso l’estensione di quattro mesi del secondo programma di salvataggio, indispensabile per evitare l’insolvenza del governo ellenico, e verso un terzo piano di prestiti. Anche Commissione europea, Bce e Fmi di Washington, che rappresentano i creditori, hanno parlato di «primo passo» positivo, sia pure avanzando varie riserve. 
Il nuovo governo greco di estrema sinistra di Alexis Tsipras può ora ottenere i miliardi necessari a evitare l’insolvenza tra marzo e l’estate. Germania, Finlandia, Olanda e Slovenia possono far votare in Parlamento il proseguimento del secondo programma di salvataggio della Grecia in scadenza il 28 febbraio. A Bruxelles si può iniziare a studiare un terzo piano più orientato ad aiutare milioni di greci finiti in povertà. Finora 240 miliardi di prestiti sono andati in gran parte alle banche creditrici e hanno portato alla Grecia dure misure di austerità imposte dalla troika (Commissione europea, Bce e Fmi).
«Dopo l’estate dovremo valutare l’opzione di ulteriore sostegno finanziario — ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem —. Abbiamo sempre detto che, se la Grecia rispetta il programma e tutti gli obiettivi prefissati, la zona euro è pronta a fornire nuovo sostegno». Tsipras, che ha vinto le elezioni promettendo la fine delle misure di austerità, ha dovuto fare molte concessioni alla cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha garantito al suo elettorato di centrodestra di imporre rigore di bilancio ai Paesi mediterranei con debito eccessivo.
Sostanzialmente Atene ha ottenuto di decidere quello che prima veniva ordinato da Bruxelles. Il presidente francese François Hollande, dopo aver incontrato il premier Matteo Renzi, ha parlato di «buon compromesso» perché «è rispettoso delle scelte del popolo greco, ma anche delle regole il cui rispetto deve essere garantito dall’Eurogruppo».
Merkel ha detto che «la vicenda non è chiusa». A Berlino chiedono che Atene dimostri l’efficacia delle annunciate riforme contro l’evasione fiscale, la corruzione o il contrabbando. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha fatto sapere di non vedere «soluzioni sostanziali» e ha imposto all’Eurogruppo una verifica degli impegni greci «entro aprile», prima di concedere i prestiti.
Il presidente della Bce Mario Draghi ha considerato la lista di Tsipras un «valido punto di partenza». Ma ha segnalato all’Eurogruppo che «gli impegni indicati differiscono dal programma esistente in diverse aree». Pertanto la Bce intende controllare «se le misure non accettate dalle autorità greche sono state sostituite con altre equivalenti o di migliore qualità». Il direttore del Fmi, la francese Christine Lagarde, ha specificato che la lista, pur «completa», non contiene «chiari impegni per attuare le riforme previste sul fronte delle pensioni e dell’Iva, né per continuare ad adottare in modo inequivocabile le politiche su cui c’è stato già un accordo per liberalizzare certi settori, per riformare l’amministrazione pubblica, per privatizzare e per adottare riforme del mercato del lavoro».

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