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Dalla Ue 27,4 miliardi all’Italia per il sostegno all’occupazione

Aiuti da 27,4 miliardi, sotto forma di prestiti con interessi agevolati, per sostenere l’occupazione, alle prese con l’emergenza Covid. Quella che arriverà all’Italia è la fetta più cospicua di Sure, sulla base delle proposte presentate dalla Commissione europea per l’attivazione di un sostegno finanziario complessivo di 81,4 miliardi di euro in favore di 15 Stati membri, tra i quali la Spagna, alla quale dovrebbero essere assicurati 21,3 miliardi e il Belgio (7,8 miliardi).

Il pacchetto dovrà essere ora approvato dal Consiglio Ue e con il via libera il meccanismo, che poggia sull’emissione di titoli comuni europei, potrà essere operativo. Anche perché tutti gli Stati membri hanno già formalizzato le garanzie volontarie per far partire il Programma, che nel caso dell’Italia erano previste in poco più di 3 miliardi. Un’operazione molto rapida rispetto ai canonici tempi della Ue, ed è la stessa la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen a voler sottolineare che arriva «solo quattro mesi dalla mia proposta».

Il disco verde di Bruxelles consentirà anzitutto al Governo di recuperare una parte importante delle risorse destinate al lavoro e al sostegno dell’occupazione con i decreti del filone Covid. I prestiti Ue potranno essere infatti utilizzati anche per le misure già varate. Con ricadute anche sul deficit, anche se lo stesso programma di aiuti europei impatta direttamente sul disavanzo, così come impatterebbe eventualmente anche il Mes.

Ma c’è anche un altro beneficio evidenziato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: «Grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro». Praticamente, 370 milioni l’anno. Il titolare di via XX settembre nell’esprimere la sua soddisfazione ha sottolineato che «è l’Europa della solidarietà e del lavoro che prende forma».

Soddisfazione manifestata anche dal commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni con un tweet: «La Commissione Ue propone il primo pacchetto di 81 miliardi per Sure, il sostegno ai meccanismi tipo cassa integrazione. Destinatari 15 Paesi, 27 miliardi per l’Italia. L’Europa per il lavoro».

Tutta la maggioranza considera l’orientamento di Bruxelles un riconoscimento del lavoro fin qui fatto con gli interventi varati nelle scorse settimane, come fa notare lo stesso ministero dell’Economia: dalla Cig per tutti i lavoratori dipendenti alle indennità per i lavoratori autonomi di vario tipo, i collaboratori sportivi, i lavoratori domestici e quelli intermittenti, dal fondo perduto per autonomi e imprese individuali al congedo parentale, fino al voucher baby sitter e al credito di imposta sanificazione.

«Per l’Europa gli interventi che abbiamo messo in campo hanno centrato l’obiettivo di tutelare l’occupazione, comprese le indennità a favore del lavoro autonomo», ha spiegato Marco Leonardi, consigliere economico del ministro Gualtieri.

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, guarda ora ai prossimi passi, vale a dire ai progetti da presentare all’Europa per avere accesso agli stanziamenti del Recovery Fund. «Riforma degli ammortizzatori sociali legati alle politiche attive, formazione, empowerment femminile, staffetta generazionale con incentivi alle assunzioni di giovani, revisione e potenziamento del contratto di espansione, apprendistato e sistema duale, sono alcuni esempi dei progetti in materia di lavoro», ha detto.

Ma se il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, afferma che sull’impegno europeista«avevamo ragione noi», dal Movimento cinque stelle, pur esaltando l’azione di governo su questo fronte, si tiene subito a ribadire che il sostegno al fondo Sure «non prelude ad alcuna possibile apertura sul Mes».

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