Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dalla relazione dei sindaci il sigillo finale al bilancio

Conformità del bilancio di esercizio agli schemi sanciti dal Codice civile, rispetto dei principi di verità, correttezza e chiarezza, adeguata informazione da parte degli amministratori sui rischi e sulle incertezze a cui la società è esposta e indicazione veritiera dei fatti rilevanti emersi durante l’esercizio che possano compromettere la continuità aziendale.
Sono alcune delle principali verifiche su cui devono puntare i fari i sindaci in occasione della relazione al bilancio che dovrà essere depositata insieme al progetto di bilancio nei 15 giorni che precedono l’assemblea dei soci convocata per la sua approvazione ordinaria, entro il 30 aprile. Ma vediamo, nel dettaglio, i controlli da mettere in campo.
Legittimità sostanziale
Il controllo richiesto al collegio sindacale è un controllo di legittimità sostanziale, e non di merito, sulla validità delle operazioni di gestione. Infatti, secondo la norma di comportamento Cndcec 3.7 del 15 dicembre 2010, se al collegio sindacale non è demandata la revisione legale, questo è chiamato a svolgere sul bilancio la sola vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto sociale. Al revisore legale compete, invece, la verifica analitica delle voci di bilancio, al fine di controllare la rispondenza alla contabilità e il rispetto delle regole di redazione.
In sostanza, il collegio sindacale è chiamato a effettuare una serie di verifiche, come, innanzitutto, quella relativa al fatto che gli schemi di Stato patrimoniale e di conto economico siano conformi alle disposizioni degli articoli 2424, 2424-bis, 2425 e 2425-bis del Codice civile.
Occorre verificare, poi, che la nota integrativa e la relazione sulla gestione abbiano il contenuto previsto dagli articoli 2427 e 2428 del Codice civile, che nella nota integrativa siano indicati i criteri di valutazione e che questi siano conformi alla legge e ai principi contabili.
I sindaci dovranno anche fare attenzione alla circostanza che la nota integrativa e la relazione sulla gestione siano redatte alla luce dei principi di verità, correttezza e chiarezza e che la relazione sulla gestione fornisca adeguata informazione sui rischi e sulle incertezze – di natura sia organizzativa che funzionale – a cui la società è esposta.
I fatti rilevanti
Il collegio sindacale deve, poi, verificare che il bilancio riporti i fatti, le circostanze e le informazioni ritenute rilevanti ai fini della continuità aziendale, e delle quali è venuto a conoscenza in seguito alla partecipazione alle riunioni degli organi sociali, come assemblee e consigli di amministrazione, e in seguito all’esercizio dei suoi doveri di vigilanza e dei suoi poteri di ispezione e controllo.
Al collegio sindacale spetta l’ulteriore compito di valutare il corretto adempimento – da parte degli amministratori – delle norme che regolano la capitalizzazione di alcuni costi nel bilancio d’esercizio. L’articolo 2426, comma 1, n. 5 e 6, del Codice civile dispone, infatti, che il collegio sindacale debba fornire il proprio consenso all’iscrizione in bilancio dei costi di impianto, ampliamento, ricerca e sviluppo e pubblicità, con utilità pluriennale, e dell’avviamento. A questo fine, dunque, il collegio è chiamato a verificare, ad esempio, che i costi di impianto e ampliamento, iscritti nell’attivo, non hanno avuto, come contropartita, l’incremento di valore di specifici beni o diritti dell’attivo (perché in tal caso, devono confluire nel costo di acquisto di tali beni o diritti) e che sono idonei a produrre concreti risultati positivi negli esercizi futuri. Nell’ottica di questo controllo, può essere opportuno acquisire ulteriori informazioni e chiarimenti direttamente dal revisore legale.
Le deroghe ai criteri ordinari
Particolare attenzione, infine, occorrerà prestare nei casi in cui gli amministratori abbiano esercitato la deroga al criterio «ordinario» di valutazione di alcune voci di bilancio, come previsto dall’articolo 2423, comma 4, del Codice civile. In questo caso, infatti, i sindaci sono chiamati a segnalare le ragioni della deroga e a esprimere le proprie osservazioni, fornendo ulteriori informazioni utili in sede di discussione del progetto di bilancio. A questo fine, il collegio dovrà verificare che nella nota integrativa sia stata motivata la deroga e sia stata indicata l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico.
Inoltre, se la deroga al criterio «ordinario» di valutazione determina l’emersione di un maggior valore dei beni dell’attivo, bisognerà controllare che gli eventuali utili derivanti dalla rivalutazione siano iscritti in una riserva ad hoc, non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa