Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dalla Pa alla giustizia: le richieste Ue all’Italia

Non è ancora chiaro se Bruxelles concederà più tempo all’Italia per ridurre il debito pubblico, come chiesto dal governo. Certo, una qualche forma di scadenzario potrebbe rivelarsi un modo per monitorare gli sforzi italiani e (nel caso) venire incontro a Roma sul fronte delle finanze pubbliche.
Preparati dai servizi tecnici della Commissione, i dossier relativi ai Paesi più sensibili – Italia e Francia in testa – sono seguiti da vicino dal gabinetto del presidente della Commissione, José Manuel Barroso. Mentre la Francia ha un deficit elevato, superiore al 3% del prodotto interno lordo, e non è sicuro che riuscirà a riportarlo sotto a questo limite entro il 2015, l’Italia ha chiesto più tempo per ridurre il debito pubblico, in cambio di una accelerazione sul fronte delle riforme.
Secondo le prime informazioni circolate qui a Bruxelles in questi giorni, le raccomandazioni potrebbero essere sette, e soprattutto potrebbero essere particolarmente specifiche, precisando volta per volta i termini entro cui approvare e adottare le misure raccomandate dalla Commissione. Se confermato il 2 giugno, data di pubblicazione, il numero di raccomandazioni non è dissimile dai pacchetti di raccomandazioni-paese pubblicati nel 2012 (sette) e nel 2013 (sei).
Nel redigere le raccomandazioni, la Commissione dovrà tenere conto delle decisioni prese in questi ultimi mesi: la riduzione del cuneo fiscale, la riforma del mercato del lavoro con la liberalizzazione dei contratti a termine, le operazioni di privatizzazione. È probabile che Bruxelles metterà l’accento sulla necessità di riformare la giustizia, modernizzare la pubblica amministrazione, liberalizzare i servizi e le professioni, assicurare l’effettiva adozione delle misure legislative.
I suggerimenti dell’esecutivo comunitario, che devono essere fatti propri dal Consiglio, spesso in passato sono stati disattesi dai governi. La Commissione deve decidere se concedere più tempo all’Italia nel suo impegno a ridurre il disavanzo strutturale e il debito pubblico. Su questo fronte, uno scadenzario, oltre che essere (in teoria) compatibile con la promessa del premier Matteo Renzi di una riforma al mese, potrebbe anche rivelarsi utile per valutare l’impegno del paese.
Nello stesso modo, dettagliate raccomandazioni sarebbero il prezzo da pagare per ottenere maggiore flessibilità sul fronte del debito pubblico. Ciò detto, è probabile che le recenti critiche del premier alla Commissione – «un’Europa che ci dice tutto del pesce spada ma che si gira dall’altra parte di fronte ai migranti morti, di sicuro va cambiata. Va resettata e sintonizzata sulle onde dell’umanità» – non contribuiscano a un nuovo e disteso modus vivendi tra Bruxelles e Roma.
Il numero sempre elevato di raccomandazioni non significa che la Commissione non si renda conto degli sforzi compiuti dal paese in questi ultimi anni. Piuttosto è il riflesso di almeno due fattori. Da un lato, la scelta di Bruxelles di considerare nel marzo scorso il debito pubblico italiano uno squilibrio macroeconomico non più normale, ma eccessivo. Dall’altro, il recente cambiamento di governo, piuttosto repentino, sarà l’occasione per Bruxelles di rimettere nero su bianco le debolezze italiane.
«L’idea di inserire scadenze precise nelle raccomandazioni-paese per meglio monitorare le riforme di un paese è una vecchia idea della Commissione, finora abbandonata quando si è trattato di fare una scelta finale perché troppo controversa», notava ieri un osservatore di fatti bruxellesi. Ciò detto, uno scadenzario non sarebbe una completa novità: lo strumento fu utilizzato per la Spagna quando questo paese ricevette aiuti finanziari per le proprie banche.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa