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«Dalla lotta all’evasione 3,5 miliardi in più»

Repressione ma anche deterrenza e cambio di marcia da parte dell’amministrazione finanziaria, per favorire l’adempimento spontaneo agli obblighi tributari. È la linea del governo per combattere l’annosa piaga dell’evasione fiscale. A partire dal 2015, anno in cui dovrebbero essere recuperate risorse per 3,5 miliardi aggiuntivi rispetto al 2014, si punterà a «nuove informazioni disponibili nelle banche dati dell’Anagrafe tributaria». Gli uffici fiscali segnaleranno eventuali incongruenze, e i contribuenti «potranno fare le proprie verifiche ancor prima di presentare la dichiarazione dei redditi». La strada è l’ampliamento dell’istituto del ravvedimento operoso, ma anche l’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica a tutte le amministrazioni pubbliche, in programma a partire dal marzo 2015.
Alla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Ostia si celebra l’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza (non usuale), del presidente del Consiglio, oltre che del ministro dell’Economia. È Pier Carlo Padoan a sottolineare come l’evasione fiscale sottragga all’erario ingenti risorse «che potrebbero essere utilizzate dallo stato per migliorare il bilancio pubblico, ridurre la pressione fiscale e perseguire obiettivi di equità sociale». E Renzi definisce “impressionante” il dato (peraltro prudenziale) di 91 miliardi relativo al «tax gap», stando a quel che emerge dal recente rapporto del ministero dell’Economia. «Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato ma le norme vanno rese più semplici, la semplicità è presupposto per il contrasto alla criminalità». Per il premier è finito il tempo «che chi si ritiene furbo possa avere la meglio, ma insieme dobbiamo fare uno sforzo di semplicità. La lotta all’evasione è sacrosanta».
Apprezzamento e gratitudine per quella che Padoan definisce la «silenziosa abnegazione e professionalità» della Guardia di Finanza. Nella legge di stabilità all’esame della Camera, per combattere il fenomeno delle frodi Iva si punta a rafforzare il meccanismo dell’inversione contabile (il «reverse charge»). Bruxelles dirà a breve la sua, e Renzi definisce “incredibile” l’eventualità che la Commissione Ue («che ci fa esami tutti gli anni»), decida di bloccare la norma sull’Iva.
Occorre ribaltare l’attuale sistema in cui il cittadino «si sente controllato», osserva il premier. In altri paesi, come Stati Uniti e Regno Unito, l’approccio è nettamente diverso: «Bisogna investire nel rapporto con il cittadino in modo che si senta moralmente accompagnato a fare quello che deve fare». E in ogni caso, va abbandonata la «cultura dell’autocommiserazione. Quando dicono che l’Italia è un Paese non normale io dico che il contrario di non normale non è anormale ma speciale».
Sul fronte della tassazione sugli immobili, Padoan – intervenuto nel pomeriggio in Senato al question time – conferma che il governo sta lavorando all’accorpamento Imu-Tasi attraverso la nuova «Local tax». La legge delega sul fisco arriverà in porto nei tempi stabiliti, con l’approvazione di tutti i decreti legislativi entro marzo 2015. Quanto al 730 precompilato, tra breve si entrerà nella fase di sperimentazione: l’inserimento delle spese sanitarie «avverrà a partire dal 2016».
Quanto al percorso delle privatizzazioni, quote dell’Enel saranno collocate sul mercato «in un momento più favorevole», pur mantenendo il controllo della società in mano pubblica. Al momento, si deve registrare che i risultati inizialmente immaginati «sono inferiori a quelli realizzati». Del resto, il processo di privatizzazione delle società pubbliche potrebbe avere conseguenze «sull’assetto occupazionale nella prospettiva di aumentare la valorizzazione delle aziende». La questione andrà vista «caso per caso». Infine per le Ferrovie, la scorsa settimana ha iniziato aoperare un gruppo di lavoro congiunto tra il ministero dei Trasporti e quello dell’Economia. Inizialmente è prevista l’attivazione del processo relativo a Grandi Stazioni.
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