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Dalla GdF controlli incrociati

Nella lotta all’evasione fiscale per il nuovo anno la Guardia di Finanza spinge sui controlli «di coerenza esterna». Che nella pratica si traducono in «controlli incrociati». In sostanza i reparti delle Fiamme Gialle saranno chiamati a un maggior utilizzo di banche dati disponibili e acquisizione diretta di informazioni da soggetti esterni per stanare chi evade imposte dirette, Iva e altre tributi indiretti. A questo obiettivo strategico se ne aggiungono altri due: quello per la tutela della spesa pubblica, con una maggiore sinergia tra GdF e Autorità anticorruzione, e la segnalazione di operazioni sospette in tema di antiriciclaggio anche alla luce del ruolo centrale assegnato alle Fiamme Gialle dall’attuazione della IV direttiva Ue (su quest’ultimo obiettivo si rinvia all’altro servizio in pagina). È quanto emerge dalle linee d’azione indicate nella nota sulla «Programmazione operativa 2018», diramata ai reparti in questi giorni dal Comando generale della Guardia di Finanza.
Le priorità per il nuovo anno indicate dal Comandante generale, Giorgio Toschi, sono in linea con l’atto di indirizzo di politica fiscale per il triennio 2018-2020 iniviato dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il 5 dicembre scorso e recepiscono le novità del «Manuale operativo sul contrasto all’evasione e alle frodi fiscali». Sono 21 i piani operativi di cui almeno 10 dedicati ai controlli sull’evasione di imposte, Iva, accise e frodi compiute da piccole e medie imprese, da quelle di grandi dimensioni e dai lavoratori autonomi. In questo ambito si dovranno monitorare e valorizzare i controlli incrociati che saranno monitorati e conteggiati separatamente e, nei propositi del Comando generale, dovranno rendere più efficaci e complete le azioni ispettive messe in atto su territorio.
In termini di maggiore cooperazione con altri enti o altre strutture della pubblica amministrazione, la nota della GdF ricorda che sul fronte del sommerso d’azienda e di lavoro nel 2018 sarà a regime il protocollo d’intesa sui rapporti di collaborazione tra l’Ispettorato nazionale del lavoro e la Guardia di Finanza. Nel mirino soprattutto gli evasori totali che non si dichiarano al Fisco per almeno un periodo d’imposta, pur svolgendo attività di impresa o di lavoro autonomo con lo sfruttamento di manodopera irregolare. Una linea d’azione che si estende anche alla rete Internet e al web che vengono assimilati all’ambiente fisico e dunque aggredibili dall Guardia di Finanza in qualità di Polizia economico-finanziaria.
In linea generale il Comando generale chiede ai reparti di evitare controlli indiscriminati e puntare, in piena sinergia con l’agenzia delle Entrate, a un’attenta valutazione del rischio di evasione e di frode. Questo vale anche nei controlli sul territorio in tema di scontrini e fatture.
Sul fronte della tutela della spesa finiscono sotto la lente soprattutto i cittadini che hanno avuto accesso successivamente al 31 dicembre 2014 a prestazioni agevolate e ticket sanitari ridotti parametrate al nuovo Isee (indicatore della situazione economica equivalente). Particolare attenzione anche al fenomeno della corruzione con l’arrivo di «Sezioni/Drappelli» anticorruzione. Questi avranno sede nei capoluoghi di regione e dovranno intensificare le sinergie operative e lo scambio di informazioni con l’Anac e le altre autorità di settore.
Tutte le attività dei reparti dovranno essere finalizzate a scovare e bloccare le truffe sia nell’accesso sia all’utilizzo degli incentivi pubblici nazionali e di quelli targati Unione europea. Ma attenzione particolare anche alle frodi negli appalti e nella Pa.

Marco Mobili

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