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Dalla Consob all’Arma, ecco i nuovi vertici

L’accordo è stato raggiunto ieri sera grazie all’asse tra Palazzo Chigi e Quirinale. E questa mattina il consiglio dei ministri ratificherà le nomine del comandante generale dei carabinieri e del presidente della Consob. Via libera anche al presidente della Corte dei Conti e al capo di Stato maggiore dell’Esercito. A meno di sorprese dell’ultima ora i nomi saranno quelli comunicati anche alle opposizioni. La legislatura è ormai in scadenza, ma non si è ritenuto opportuno — vista anche la delicatezza delle cariche — optare per dei «reggenti». E dunque, dopo le consultazioni con i ministri coinvolti — Pier Carlo Padoan, Roberta Pinotti e Marco Minniti — si è deciso di procedere.

Alla guida dell’Arma Giovanni Nistri, 60 anni, attuale comandante interregionale Ogaden con sede a Napoli. Al vertice di Consob arriverà invece Mario Nava, 51 anni che lavora presso la Commissione europea con l’incarico di direttore per il monitoraggio del sistema finanziario e gestione delle crisi. Secondo le indiscrezioni fino a qualche giorno fa la favorita era Lucrezia Reichlin ma l’economista aveva fatto sapere di non essere interessata. Sulla poltrona più alta della Corte dei conti siederà l’attuale presidente delle sezioni riunite dello stesso organismo Angelo Buscema. Capo di Stato maggiore dell’Esercito è stato designato il generale Salvatore Farina, ora Comandante del Joint Force Command Brunssum della Nato con base a Brunssum, in Olanda.

Non sarà facile il compito di Nistri, visto quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Arma con il comandante Tullio del Sette indagato nell’ambito dell’inchiesta Consip per rivelazione di segreto e favoreggiamento, insieme al generale Emanuele Saltalamacchia, al sottosegretario Luca Lotti. Ma anche con la bufera che ha travolto gli investigatori del Noe, il Nucleo operativo ecologico, accusati di depistaggio e di aver costruito false prove contro il padre di Matteo Renzi, Tiziano, a sua volta indagato per traffico d’influenze illecite. Una situazione che ha creato una spaccatura interna molto netta e un indebolimento dell’istituzione.

Mandato certamente impegnativo anche quello di Nava alla Consob, da più parti accusata di non aver vigilato in maniera adeguata sul sistema bancario e dunque di aver contribuito alla crisi delle Popolari. Proprio nel corso delle audizioni di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta sono emersi divisioni e contrasti con Bankitalia.

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