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Dalla Bei fondi e garanzie alle imprese che innovano

Bei, Fei e Commissione Ue chiamano a raccolta le imprese che innovano. Con finanziamenti diretti erogati dalla Banca del Lussemburgo e garanzie per condividere il rischio con le banche del Fondo europeo per gli investimenti e della Commissione Ue. Una dote di almeno 24 miliardi in sette anni. Le prime erogazioni in Italia arriveranno ad aprile.

Siete alla guida di una Pmi che investe in ricerca e innovazione oltre il 20% del fatturato o vanta un curriculum ricco di brevetti? Amministrate una media impresa che ha macinato una crescita del 10% dei ricavi in tre anni o ha ricevuto un premio all’innovazione negli ultimi due? Avete un ruolo di responsabilità in una grande azienda, un ateneo, un istituto di ricerca che avvia progetti innovativi? Se la risposta è sì per almeno uno dei criteri elencati (e molti altri), potreste essere interessati a Innovfin, il ventaglio di nuovi strumenti finanziari messi in campo dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti, dal Fei (Fondo europeo per gli investimenti), suo braccio operativo, e dalla Commissione Ue.
La dote a disposizione ammonta ad almeno 24 miliardi, con la possibilità di attivare oltre 50 miliardi di finanziamenti in innovazione, dato che la Bei copre fino al 50% dei costi di investimento. Il tesoretto proviene da fondi accantonati dalla Ue all’interno del nuovo programma di ricerca Horizon 2020 per il periodo 2014-2020. Non esistono tetti nazionali, le richieste possono essere presentate da aziende di ogni taglia ed entro la metà di aprile dovrebbero arrivare i primi finanziamenti. Innovfin è una versione riproposta e ampliata del Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi sviluppato nell’ambito del VII programma quadro della Ue, che ha consentito di finanziare progetti di Ricerca e innovazione per oltre 11,3 miliardi e garanzie per oltre 1,4 miliardi.
Gli strumenti sono cinque: quattro sono ritagliati su misura a seconda delle dimensioni di impresa, mentre il quinto è un servizio di consulenza per tutte. Il sostegno può essere erogato direttamente dalla Bei, oppure indiretto, sotto forma di garanzie ai finanziamenti delle banche o di altri istituti finanziari per condividere il rischio in caso di perdite. Nel primo gruppo rientrano i prestiti compresi tra 25 e 300 milioni per le grandi imprese e «Innovfin per la crescita delle midcap», che prevede prestiti privilegiati, subordinati e mezzanini per un valore compreso tra 7,5 e 25 milioni alle aziende di media capitalizzazione fino a 3mila dipendenti. Per loro, assicurano dalla Bei, la due diligence dura al massimo sei mesi dalla presentazione della documentazione completa. Del secondo gruppo fanno parte due iniziative per le midcap e le Pmi. Per le prime la Bei garantisce su una parte delle perdite potenziali su finanziamenti con capitale di debito fino a 50 milioni. Per le imprese fino a 499 dipendenti entra in gioco il Fei.
«Forniamo una garanzia – spiega l’a.d. Pier Luigi Gilibert -sul 50% dei finanziamenti con capitale di debito compreso tra 25mila euro e 7,5 milioni. Poi, all’interno di questa quota è prevista un’ulteriore condivisione del rischio tra la Commissione Ue, in prima battuta, e il Fondo europeo per gli investimenti». Lo strumento, sottolinea Gilibert, «sta suscitando l’interesse delle banche italiane, tanto che all’inizio di quest’anno abbiamo superato la performance del Meccanismo di ripartizione dei rischi che tra il 2011 e il 2012 ha fornito 310 milioni di garanzie su finanziamenti per 620 milioni. Tra dicembre e febbraio sono già state siglate le due prime operazioni: con la Banca Popolare di Bari e con il fondo di mini-bond Anthilia Capital Partners per garanzie totali per 75 milioni. Altre sei o sette operazioni, per circa mezzo miliardo di garanzie, saranno sulla rampa di lancio nei prossimi mesi».
Per far conoscere la gamma degli strumenti è in corso un roadshow della Bei insieme a Confindustria e con il sostegno dell’Abi, che giovedì prossimo farà tappa a Firenze e il 17 marzo sarà a Napoli. Secondo Confindustria «i nuovi strumenti rappresentano un’opportunità per le imprese impegnate in processi di crescita basati su R&I. Essi possono inoltre essere utilizzati in sinergia con misure nazionali già operative o in fase di avvio (per esempio, il credito d’imposta per investimenti in R&I) per ampliare ulteriormente l’effetto leva».

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