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Dalla Bce in un anno liquidità pandemica per 3.300 miliardi

Tremila miliardi e più, per l’esattezza 3,3 trilioni. A tanto ammonta la liquidità “pandemica” iniettata nel sistema e messa in circolazione dalla Bce nella crisi Covid-19, nel 2020 e finora quest’anno: 2.080 miliardi di prestiti mirati Tltro, compresi i 330 miliardi assegnati ieri, e 900 miliardi circa di acquisti di titoli con il programma Pepp per l’emergenza pandemica ai quali si aggiungono 360 miliardi di acquisti del programma App. Altri 2000 miliardi circa, tramite i due strumenti privilegiati per la gestione della crisi da coronavirus (Pepp e Tltro) come indicato dalla presidente Christine Lagarde, sono già pronti nel cassetto – 1.000 epp e 1000 Tltro III – per continuare a centrare tre obiettivi principali: preservare condizioni di finanziamento favorevoli ed evitarne un inasprimento ingiustificato; contrastare l’impatto disinflazionistico della pandemia; assicurare la stabilità finanziaria bloccando sul nascere la frammentazione.

Una liquidità pandemica sulla carta fino a 5.000 miliardi non equivale però a un tetto, in quanto non esiste un limite agli interventi della Bce: il Consiglio direttivo è sempre pronto a «adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno». E questo è dimostrato dal Pepp e dalla terza Tltro.

Il Pepp ha compiuto un anno ieri. E in soli 12 mesi, un arco temporale relativamente breve, più volte è stato aumentato nelle dimensioni e allungato nella portata. Il Pepp è stato annunciato il 18 marzo 2020 con un importo da 750 miliardi e durata fino alla fine del 2020. Pochi mesi dopo, il 4 giugno l’impatto eccezionale della pandemia ha portato la Bce ad aumentare la dotazione di 600 miliardi e il 10 dicembre sono stati aggiunti altri 500 miliardi portando il totale a quota 1850 miliardi: con acquisti previsti per ora almeno fino alla fine del marzo 2022 e il reinvestimento dei titoli rimborsati fino alla fine del 2023.

La flessibilità del Pepp è talmente vasta e straordinaria, con ampi margini di discrezionalità, che il mercato è ancora intento a cercare di decifrarne con esattezza il meccanismo: al di là della chiave capitale, che in via eccezionale non deve essere rispettata durante la vita del programma, Lagarde ha aggiunto al lessico del banchiere centrale l’approccio «olistico e multiforme» per preservare le condizioni di finanziamento favorevoli guardando a tutti i tassi di mercato, tutti gli strumenti, dai prestiti a famiglie e imprese alla curva dei rendimenti dei titoli di Stato e risk free.

Anche i prestiti a lungo termine mirati Tltro, che pur non sono nati in pandemia, durante la crisi Covid sono stati modificati – da ultimo il 10 dicembre 2020 – dando la possibilità di finanziarsi a -1% a quelle banche che raggiungono target prestabiliti sull’erogazione di prestiti a imprese e famiglie (mutui esclusi). L’efficacia delle Tltro è confermata dall’asta ieri, con prestiti assegnati per 330,5 miliardi (che calano a 314 miliardi al netto del rimborso di aste precedenti).

Questa assegnazione è stata molto superiore all’importo atteso dagli esperti del mercato: il calo della domanda di credito e una tendenza al restringimento delle condizioni del credito nel primo trimestre di quest’anno non sono stati da freno all’asta Tltro. Le banche, oramai pressoché l’intero sistema bancario dell’area dell’euro, hanno preferito fare il pieno in un momento di elevata incertezza a causa della terza ondata di contagi e l’andamento a singhiozzo dell’approvvigionamento dei vaccini e la campagna delle vaccinazioni. Questa finestra, l’hanno usata.

Finanziarsi a condizioni eccezionalmente convenienti, e storicamente basse, non è neanche più considerato uno stigma come ai tempi dell’avvio delle Tltro, in pandemia soprattutto è un segnale positivo: molte banche rendono pubblica la partecipazione a queste aste per segnalare alla clientela, a imprese e famiglie, l’impegno costante a mantenere le condizioni di finanziamento favorevoli. Da monte a valle, come ha detto Lagarde.

L’operazione Tltro chiusa ieri, tra l’altro, è l’ultima che consente alle banche di andare più sul sicuro ed arrivare a -1% con i prestiti concessi fino a questo mese. Alla prossima asta di giugno, il periodo di riferimento sarà da ottobre 2020 a dicembre 2021. La Bce è dunque riuscita a stimolare le banche a prendere la liquidità il prima possibile.

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