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Dal taglio Irap sconto per 4 miliardi a 2 milioni d’imprese e professionisti

ROMA – Lo sconto Irap generalizzato cancellerà la rata di saldo-acconto prevista per giugno a due milioni di imprese e professionisti. Che si distribuiranno i circa 4 miliardi di mancati versamenti messi a disposizione dallo sconto. La media di Trilussa, insomma, parla di 2mila euro a testa: ma i conti di ogni contribuente dipendono ovviamente dalle dimensioni e dai risultati di ogni azienda.

I numeri si ricavano dall’incrocio fra la norma inserita nella maxi-manovra anticrisi e il censimento delle basi imponibili realizzato ogni anno dal dipartimento Finanze. La prima è figlia di un confronto politico serrato, il cui prodotto finale brilla però per linearità rispetto alla media di tante regole fiscali, anche fra quelle inserite nel nuovo decreto. L’articolo sull’Irap se la cava in due commi: il primo spiega che «non è dovuto il versamento del saldo e del primo acconto» Irap rispettivamente sul 2019 e il 2020. E il secondo chiarisce che il bonus fiscale riguarda i soggetti con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni di euro nel 2019. Con l’esclusione esplicita di enti pubblici, banche e assicurazioni.

La norma sembra insomma rispecchiare il requisito della semplicità, soprattutto grazie al fatto che, per l’insistenza in particolare di Italia Viva, si è evitato di arricchire l’architettura dei requisiti fissando un vincolo legato alla perdita di fatturato. Il quadro a tinte nerissime offerto dall’economia italiana ad aprile, del resto, indica che un parametro del genere avrebbe ridotto di pochissimo la platea, perché nella maggioranza dei settori produttivi sono poche le imprese che il mese scorso sono riuscite a raggiungere almeno il 66% dei ricavi dell’aprile 2019: il vincolo, insomma, avrebbe finito per produrre più obblighi di calcolo che risparmi di spesa.

Da questo punto di vista l’estensione più significativa arriva allora dalla cancellazione del tetto minimo di fatturato a 5 milioni di euro, pensato per non sovrapporre l’aiuto Irap ai contributi a fondo perduto in cantiere per le imprese sotto quella soglia. L’esigenza di recuperare risorse incide però sul meccanismo del fondo perduto, riducendone la portata: un’ipotesi era quella di abbassare intorno a quota 3 milioni il tetto di fatturato per ottenerlo, mentre nelle ultime versioni della norma si è lavorato di forbice sulle percentuali di indennizzo: che si fermerebbero al 20% della perdita di fatturato registrata ad aprile 2020 per la fascia fino a 400mila euro di fatturato, per attestarsi al 15% nella fascia 400mila-un milione e al 10% per quella fra 1 e 5 milioni.

Con il taglia-Irap semplificato non è difficile allora abbozzare la platea dei soggetti interessati al nuovo sconto, che si traduce nei fatti in un aiuto alla liquidità delle imprese ottenuto per via fiscale anziché attraverso altri meccanismi fin qui rivelatisi spesso più complicati del previsto quando si è trattato di farli viaggiare nella realtà.

La platea dell’Irap abbraccia poco più di 3,8 milioni di soggetti. Ma sono 2,08 milioni ad avere un valore della produzione positivo, e di conseguenza una base imponibile su cui pagano mediamente 6.690 euro d’imposta. I dati sono relativi alle dichiarazioni 2018, le ultime censite finora dal dipartimento Finanze. Ma la lunga stagnazione che ha accompagnato tutto il passato recente dell’economia italiana ha limitato i movimenti da un anno all’altro, per cui la situazione dovrebbe ripresentarsi sostanzialmente analoga nelle dichiarazioni 2019. Il tetto a 250 milioni di fatturato esclude dallo sconto solo 1.152 aziende: che da sole però pagano oltre 3,5 miliardi di Irap.

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