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Dal nido alle tasse universitarie Il nuovo riccometro detta legge

Complicato il nuovo Riccometro. Tra modelli e istruzioni, la nuova disciplina è contenuta in un pacchetto di 70 pagine che cittadini e famiglie non potranno fare a meno di leggere e studiare, per prepararsi all’adempimento. Perché, pur volendo, del Riccometro non si può fare a meno. È necessario, infatti, per l’accesso a prestazioni e servizi sociali agevolati (dalla retta dell’asilo nido alla mensa scolastica, dalla piscina comunale alle tasse universitarie, dai sussidi alle prestazioni socio-sanitarie) e ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate. Per esempio, per richiedere il servizio di mensa scolastica per i propri figli, la famiglia è tenuta a presentare al Comune una domanda per ricevere la prestazione (la mensa) e, se il Comune non ha fissato un prezzo unico ma classi di prezzo diverse, è tenuta a indicare anche il proprio Isee calcolato dall’Inps e che servirà proprio a individuare il prezzo da pagare (la classe). Ciò perché la legge fa obbligo a tutti gli enti erogatori di prestazioni agevolate (prestazioni per le quali, cioè, non è previsto un prezzo uguale per tutti ma ipotesi di agevolazioni) di utilizzare esclusivamente l’Isee (il riccometro) per discriminare i cittadini: chi deve pagare di più e chi può pagare di meno.

L’importanza del riccometro viene certificata anche nei numeri: nel 2012, secondo dati diffusi dal ministero del lavoro, sono state presentate più di 6 milioni di Dsu (dichiarazioni sostitutive uniche presentate per ottenere l’Isee) che hanno riguardato circa 5 milioni e mezzo di famiglie, poco meno del 30% della popolazione.

Il nuovo riccometro. A fissare la partenza del nuovo riccometro è stata la pubblicazione in G.U. n. 267/2014 (S.O. n. 87) del dm 7/7/2014 che approva il modello tipo di «Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini Isee» (come detto, il modello di domanda, in sigla «Dsu»), con relative istruzioni di compilazione, e il modello di attestazione Isee (ossia il «risultato» del riccometro). La pubblicazione è stata programmata proprio per far partire il riccometro con l’anno nuovo; per l’originaria tabella di marcia, invece, l’avvio ci sarebbe dovuto essere nel mese di giugno scorso.

Il decreto, infatti, è entrato in vigore il 2 dicembre (15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta) e, a partire da tale data, è iniziato il conto alla rovescia dei 30 giorni che gli enti erogatori (comuni ecc.) avevano a disposizione di tempo per l’adeguamento delle tariffe (i 30 giorni sono scaduti proprio il 1° gennaio 2015).

L’impianto generale del nuovo riccometro conserva il modello originario, in vigore dal 2008, prevedendo ora come allora due principali indicatori:

  • l’Ise, l’indicatore di ricchezza dell’intero nucleo familiare il cui valore è pari alla somma dei reddito e dei patrimoni di ciascun componente il nucleo familiare;
  • l’Isee, l’indicatore di ricchezza di ogni singolo componente il nucleo familiare, il cui valore è dato dal rapporto tra l’Ise e un coefficiente prestabilito dalla legge.Una particolarità però distingue i due indicatori: d’ora in avanti sarà l’Isee a farla da padrone perché elevato a «strumento di valutazione della situazione economica» per la concessione delle prestazioni.

    I nuovi modelli di domanda (Dsu). Primo passo da fare per ottenere l’Isee è la presentazione della domanda, che ha un nome suo particolare: dichiarazione sostitutiva unica (Dsu).

    La riforma ha previsto l’aggiornamento del modello, evidentemente per tenere conto di varie novità. Quattro i nuovi modelli:

  • Dsu-Mini (per il calcolo dell’Isee-Standard);
  • Dsu-Modulare (per il calcolo dell’Isee-Standard nei casi in cui non è utilizzabile la Dsu-Mini);
  • Dsu-Corrente (aggiungendosi alla Dsu-Mini o alla Dsu-Modulare, consente di calcolare l’Isee in particolari situazioni (disoccupazione, ecc.);
  • Modulo-Integrativo (non sostituisce ma integra una Dsu, Mini o Modulare, in due ipotesi specifiche:a) se si ritengono errati i propri dati reddituali prelevati dalle banche dati di agenzia entrate e Inps;

    b) se, trascorsi 15 giorni dalla presentazione di una Dsu, Mini o Modulare, non si è avuta l’attestazione Isee.

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