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Dal «made in Italy» all’energia. I 550 milioni di Italmobiliare

«In questo momento è più facile vendere che comprare». Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italmobiliare dal 2014, spiega i piani del gruppo alla prima assemblea di bilancio dalla cessione di Italcementi ai tedeschi di Heidelberg Cement.

La cassaforte di famiglia — ha il 44% della holding — ha oggi in cassa 550 milioni netti, a cui si aggiungono ulteriori fonti disponibili per nuovi progetti che fanno arrivare la capacità di investimento diretto al miliardo. C’è poi il valore del 2,9% che Italmobiliare possiede nel capitale della Heidelberg. Il manager si sta guardando attorno: «Sto girando l’Italia — ha detto — in lungo e in largo in prima persona per trovare cosa comprare». «Possibili operazioni piccole, tra i 40 e gli 80 milioni ce ne sono tante — ha proseguito —. Quello che vorrei fare è un’operazione più grande». Mesi fa era circolata la voce di un interessamento per Edison, in mano ai francesi di Edf, e Pesenti ha confermato di aver «valutato il dossier, è molto interessante», «avevamo trovato dei partner molto competenti». L’ipotesi era una cordata di coinvestitori finanziari pronta a sborsare fino a 600 milioni per far crescere il gruppo di Foro Buonaparte. Ma «è passato molto tempo — ha puntualizzato — era sei mesi fa. L’operazione andava fatta a certe condizioni». Pesenti ha ammesso di avere interesse per il mondo dell’energia, però l’operazione «non dipende da noi»: «C’è Edf, siamo in attesa» che i francesi definiscano le proprie strategie.

Sono diversi i settori su cui sta puntando l’attenzione Italmobiliare, sempre con «priorità in Italia». È atteso «il closing entro l’estate» per un investimento di minoranza in Tecnica, la società della famiglia Zanatta che produce gli scarponi Nordica e Dolomite (fattura 320 milioni l’anno). Quanto al settore alimentare, ha spiegato che «è molto competitivo e ha margini bassi. Sono più interessanti per un investimento le tecnologie per l’industria alimentare, il barattolo per lo yogurt, rispetto allo yogurt che c’è dentro». Ha poi escluso possibili investimenti nelle infrastrutture perché «hanno multipli molto alti», nel settore finanziario e nell’editoria («no, nell’editoria no»). Il manager ha chiarito che non intende investire nel Sole 24 Ore e ha fatto sapere di avere già ceduto anche la piccola quota in Cairo ricevuta aderendo all’Opas su Rcs della scorsa estate. Mentre Italmobiliare valuterà a settembre cosa fare della quota dell’1% nel patto in Mediobanca che scade a dicembre. Pesenti ha anche escluso di aver guardato al dossier Guala Closure.

Nell’assemblea degli azionisti il presidente uscente Giampiero Pesenti, alla guida per 33 anni dalla scomparsa del padre nel 1984, è stato nominato presidente onorario. Nuovo presidente è Laura Zanetti, già nel consiglio della holding dal 2013, e docente dell’Università Bocconi dove dirige il corso di laurea in Economia e Finanza. Carlo Pesenti è stato confermato consigliere delegato e direttore generale. Il nuovo consiglio di amministrazione resta composto da 14 componenti, Livia Pomodoro e Livio Strazzera sono i nuovi vicepresidenti. L’assemblea ha anche approvato il dividendo di 1 euro per azione (0,4 euro nel 2015), il frazionamento delle azioni nel rapporto di una a due, e il progetto di offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su azioni Italmobiliare al prezzo unitario di 50 euro e per un controvalore massimo pari a 100 milioni di euro, cui non aderirà l’azionista di maggioranza.

Francesca Basso

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