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Dal leasing immobiliare al pegno: le nuove formule

Gli istituti di credito percorrono la strada della personalizzazione dei mutui per attirare clienti.

Con la ripresa del mercato dei mutui, per attirare clienti gli istituti di credito propongono prodotti sempre più personalizzati e personalizzabili. E se, negli anni della crisi, c’erano banche che si spingevano a regalare elettrodomestici, viaggi o buoni spesa a fronte della sottoscrizione di un mutuo, ora la strada è quella di avvicinarsi alle esigenze reali della clientela.
Così, ad esempio, Intesa Sanpaolo ha lanciato un mutuo per under 35 che prevede 10 anni di rate di soli interessi (che, spostando in avanti il rimborso del capitale, risultano «leggere»), mentre Ubi propone lo spread decrescente (0,05% in meno ogni 5 anni) o la possibilità di passare liberamente ogni due anni da tasso fisso a variabile e viceversa. CheBanca! offre invece un mutuo la cui rata si abbassa all’aumentare dei risparmi depositati sul conto corrente (gli interessi vengono applicati sulla differenza tra il capitale residuo e il saldo contabile del conto), mentre doBank propone un mutuo pensato specificamente per chi voglia aggiudicarsi un immobile a un’asta giudiziaria. UniCredit ha invece lanciato il leasing immobiliare, che ha uno spread maggiorato dello 0,2% rispetto ai prestiti ipotecari ma consente un vantaggio fiscale maggiore rispetto al mutuo, soprattutto per gli under 35.

Un’altra possibilità è poi quella prevista dal recente decreto legge n. 59 del 3 maggio 2016, che prevede, ma solo per gli imprenditori, uno strumento di garanzia alternativo alla tradizionale ipoteca: il pegno mobiliare non possessorio.
In pratica, si può trasferire alla banca la proprietà di un immobile sotto condizione sospensiva di inadempienza da parte del mutuatario: l’immobile, cioè, resta di proprietà dell’imprenditore, ma viene automaticamente trasferito alla banca nel caso in cui il mutuatario non rimborsa il finanziamento. La nuova norma riguarda non solo i contratti di mutuo che verranno stipulati d’ora in poi, ma anche quelli già in essere: per questi, però, è necessario che la nuova modalità di garanzia venga pattuita attraverso la stipula di un atto notarile.

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