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Dal governo subito 40 milioni per l’emergenza

Palazzo Chigi stanzia 40 milioni per il sisma di mercoledì scorso. Ma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alza il tiro con l’Unione europea. «Siamo al quarto terremoto grosso in sette anni, voglio vedere se a Bruxelles continueranno a girarsi dall’altra parte».
La sfida è aperta, Renzi non intende fare nessun passo indietro su immigrazione e adeguamento edilizio. Il capo del Governo, in visita a Camerino, ha assicurato: «Il terremoto ci sta mettendo a dura prova. Ma l’Italia è più forte e ce la faremo. Dobbiamo ricostruire presto e in modo serio. Sono ottimista che riusciremo a farlo».
Il premier annuncia che si sta ragionando a un emendamento per fare in modo che rientrino tra i comuni inseriti nel cratere del sisma del 24 agosto anche quelli, tra cui proprio Camerino, che erano rimasti fuori. Ecco perché chiede al Parlamento «nel pieno rispetto dei ruoli di ciascuno» di convertire «il più velocemente possibile il decreto sul terremoto».
Perché è lì che «ci sono le risorse e gli strumenti per mettersi a lavorare». E, dunque, per «ricostruire presto e in modo serio». Un impegno assunto anche dal commissario alla ricostruzione Vasco Errani: «Ricostruiremo tutto, compresi i nuovi danni prodotti da queste ultime scosse».
I 40 milioni di euro stanziati da una delibera approvata ieri dal Consiglio dei ministri, insieme all’estensione dello stato di emergenza già prevista per le zone colpite dal terremoto del 24 agosto, consentono al capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, «di assicurare con la massima tempestività ed efficienza gli interventi necessari all’assistenza alle popolazioni colpite».
In ballo ci sono le cifre necessarie per i cosiddetti puntellamenti; i finanziamenti per i Comuni da destinare alle «somme urgenze»; i Cas, contributi autonomi di sistemazione, anch’essi già pianificati per le famiglie sfollate ad agosto e ora da erogare per i nuovi nuclei privi di abitazione.
Sarà un meccanismo analogo a quello di agosto: stabiliva che i Comuni curano l’istruttoria per l’assegnazione del contributo di autonoma sistemazione destinato alle famiglie con l’abitazione distrutta, in tutto o in parte, o con un’ordinanza di sgombero a seguito del terremoto. Il contributo è stato e sarà anche stavolta di 200 euro al mese per ogni persona residente e comunque fino a un massimo di 600 euro.
Se il nucleo familiare è composto da una sola persona, il contributo è di 300 euro. In caso di persone di età superiore ai 65 anni, portatrici di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro per ogni avente diritto anche oltre il limite massimo di 600 euro per famiglia.
Le stime degli sfollati al momento sono di 4-5mila persone. Riguardano soprattutto i comuni più colpiti: Ussita, Camerino, Visso, Castelsantangelo sul Nera. Nonostante l’intensità delle scosse di mercoledì scorso è stato confermato che non ci sono vittime né feriti gravi. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha parlato di «miracolo». Gli esperti danno il merito agli interventi di messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati fatti in seguito al terremoto che nel 1997 colpì Umbria e Marche.
«Sono 980 i vigili del fuoco al lavoro nelle zone colpite dal sisma, con 450 mezzi e 4 elicotteri che da un’ora sono in volo per una ricognizione dei danni» ha detto ieri il ministro dell’Interno. In campo anche gli uomini dell’Esercito italiano.
«Ci sono stati – ha spiegato nel corso della trasmissione “Le voci del mattino” su Radio 1 Rai – danni nelle province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno, crolli a Visso con un ferito grave, ad Acquasanta ci sono cinque persone isolate. Il sistema dei soccorsi – ha sottolineato- ha funzionato anche questa volta in modo efficientissimo consentendo di portare unità sul posto».
E per dare respiro ai terremotati, l’Autorità per l’energia ha sospeso con un provvedimento d’urgenza il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua, emesse o da emettere a partire dal 26 ottobre.

Marco Ludovico

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