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Dal Governo appello alle parti

Un messaggio alle parti sociali il presidente del Consiglio lo ha mandato ieri mattina, prima ancora di ricevere a Palazzo Chigi le organizzazioni imprenditoriali (i sindacati andranno l’11 settembre): «Molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del paese è nelle mani delle parti sociali, che sono mature e consapevoli, e non solo e non tanto nelle mani del governo». L’esecutivo può svolgere solo una funzione «di facilitazione, stimolo e orientamento, che spero possa essere utile». Un tasto su cui Mario Monti è in pressing da qualche giorno, in vista degli appuntamenti con imprenditori e sindacati. E ieri lo ha ridetto al tavolo, nella breve introduzione con cui ha aperto l’incontro, durato più di due ore. Mettendo nero su bianco, nel comunicato finale di Palazzo Chigi, che «il governo intende sollecitare» un dialogo tra le parti che porti a «proposte condivise» in tempi brevi per migliorare la produttività del lavoro in Italia, per «innalzare la competitività e l’attrattività degli investimenti». Un pressing che rivolgerà anche ai sindacati.
Pochi, ieri mattina, i presenti alla riunione, rispetto alle convocazioni del passato: Confindustria, Abi, Alleanza delle coop, Ania, Rete Imprese Italia per il mondo delle imprese, cinque ministri accanto al Presidente del Consiglio, Corrado Passera, Sviluppo, Vittorio Grilli, Economia, Elsa Fornero, Welfare, Enzo Moavero Milanesi, Politiche Ue, Filippo Patroni Griffi, Pubblica amministrazione, più il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ed il vice ministro al Welfare, Michel Martone.
Le imprese avevano già inviato ad agosto al governo il loro documento sulla crescita: una parte rivolta all’Europa, un’altra ad esecutivo e partiti sui compiti a casa che deve fare l’Italia: dal risanamento dei conti pubblici agli interventi sulla crescita, dall’innovazione e produttività, infrastrutture, semplificazioni e Pubblica amministrazione. È su questi punti che si è soffermato Monti, apprezzando le richieste delle imprese e dicendo, come spiega la nota di Palazzo Chigi, che ne terrà conto nell’attuare l’agenda per la crescita. Il governo, ha spiegato Monti, è intervenuto e continuerà a farlo, per sostenere la competitività del paese e quindi delle imprese: infrastrutture (si punta a sbloccare investimenti per un totale di 50 miliardi di euro entro fine legislatura), innovazione e ricerca, in particolare i prossimi provvedimenti sull’agenda digitale, la semplificazione fiscale e l’efficienza della macchina giudiziaria. Insomma, ha sintetizzato Monti, con contenuti ribaditi anche dai suoi ministri, il governo ha fatto e sta facendo la propria parte. Ma «allo spread sugli interessi sui titoli di Stato – scrive il comunicato – si aggiunge lo spread di produttività, che incide sulla competitività aziendale». Una questione, ha rimarcato Monti sia all’incontro che nella nota, considerata «cruciale» dalle organizzazioni internazionali e dalla Commissione europea. Bisogna rafforzare la contrattazione di secondo livello e proprio il legame tra salari e produttività è un punto, sottolinea Palazzo Chigi, contenuto nelle raccomandazioni del Consiglio europeo di fine giugno, su cui non ci sono stati significativi passi avanti, per esempio attuando l’accordo del 28 giugno 2011 tra imprese e sindacati sui contratti aziendali (intese modificative rispetto ai contratti nazionali, erga omnes degli accordi firmati a maggioranza).
Ma il governo, come è stato riferito, si è anche impegnato su alcune richieste specifiche del documento delle imprese: la delega fiscale sarà approvata entro l’anno, entro novembre il parlamento recepirà la direttiva Ue sui tempi dei pagamenti della Pubblica amministrazione, oltre alla volontà di scongiurare l’aumento dell’Iva del prossimo anno. Grilli ha parlato anche del problema delle società in-house, sottolineando che ce ne sono ancora troppe anche tra quelle miste pubblico-private che operano in regime di monopolio. Quindi occorre andare avanti con le liberalizzazioni. Il ministro Fornero è intervenuta sulla riforma del lavoro, affermando che è stato avviato un monitoraggio per verificare ciò che funziona e quello che no. Passera si è soffermato sul piano enrgetico, sulle misure finanziarie che favoriscano le infrastrutture, sull’impegno per la ricerca.

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