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Dal Fondo rete incubatori 5 milioni per fare impresa

In palio ci sono 5,145 milioni a sostegno del manifatturiero ma anche degli investimenti in energia da fonte rinnovabile, software, rifiuti non pericolosi. Dal 3 aprile e fino all’esaurimento dei fondi le micro e le piccole imprese possono presentare la domanda per accedere alle agevolazioni previste dal Fondo rete incubatori destinato alle società insediate o che intendono insediarsi presso gli incubatori della rete dell’Agenzia nazionale Invitalia. Il Fondo rete incubatori è l’incentivo promosso dal ministero dello Sviluppo economico reso operativo (finalmente) grazie all’entrata in vigore del nuovo regolamento per la gestione del fondo incentivi alle imprese di cui al progetto per il completamento della rete dei centri per lo sviluppo all’impresa, secondo l’atto d’indirizzo emanato con Dm 12 ottobre 2011. A oggi, fanno sapere da Invitalia, sono state presentate 78 domande attualmente in fase di istruttoria ma ciò non significa che i fondi siano esauriti vista anche la peculiarità dei bandi “a sportello” che agevolano la presentazioen di molte domande che poi vengono, per varie ragioni, accantonate. L’agevolazione è finalizzata alla promozione di programmi di investimento sia nel settore manifatturiero che in specifici comparti del settore servizi e della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’incentivo consiste in contributi a fondo perduto, di entità non superiore al 65% delle spese di investimento ammissibili, fino a 200mila euro per impresa.
Le società interessate
Possono presentare domanda le micro e le piccole imprese (secondo la definizione della Raccomandazione 2003/361/Ce del 6 maggio 2003) che alla data della domanda siano già insediate in uno degli incubatori della rete Invitalia e quelle che abbiano già presentato domanda di insediamento in uno degli incubatori della rete. Le aziende insediate nell’incubatore da più di 36 mesi possono presentare domanda esclusivamente se il progetto agevolabile consiste nell’uscita dalla struttura e lo sviluppo sul territorio. Leggendo più attentamente l’articolo 3 del Regolamento si scopre – tuttavia – come l’agevolazione operi una (apparentemente ingiustificata) discriminazione tra imprese, non comprendendo quelle individuali ma – al contrario – prevedendo l’agevolazione alle sole “società” iscritte al Registro delle imprese che si trovino in regime di “contabilità ordinaria”.
Le spese ammissibili
Il contributo a fondo perduto deve essere giustificato da un programma d’investimento organico e funzionale al raggiungimento degli obbiettivi prefissati che deve risultare da apposito documento denominato Piano d’impresa da allegare obbligatoriamente all’istanza. In particolare il progetto deve riguardare la realizzazione di nuovi impianti produttivi ovvero l’ampliamento, l’ammodernamento o il trasferimento di impianti produttivi esistenti. Le spese devono essere relative all’acquisto di immobilizzazioni, secondo la definizione del Codice civile e riguardano un ampio spettro di beni e servizi, quali ad esempio, lo studio di fattibilità del progetto, il suolo aziendale, le opere murarie, i macchinari, gli impianti e le attrezzature, purché nuove di fabbrica, i programmi informatici, i brevetti concernenti nuove tecnologie, ecc. L’elenco completo, unitamente ai limiti relativi ad ogni tipologia di spesa, è contenuto nell’allegato 1 del Regolamento. Le agevolazioni possono essere cumulate con altre agevolazioni finanziarie pubbliche concesse sia precedentemente che successivamente alla data di deliberazione di ammissione, esclusivamente entro i limiti e nei termini consentiti dal cosiddetto “de minimis”.
Attività finanziabili
Sono finanziabili i programmi d’investimento nel settore manifatturiero e in alcuni specifici comparti del settore servizi come ad esempio la fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili, il trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi, il magazzinaggio e attività di supporto al trasporto, la produzione di software e consulenza informatica, attività professionali e tecniche e alcuni servizi a supporto delle imprese (limitatamente: all’attività di ricerca del personale, vigilanza privata e all’attività di call center).
La domanda
Le domande possono essere presentate a partire dal 3 aprile 2014 (il novantesimo giorno dalla presentazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento) esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura e la modulistica che è disponibile sul sito di Invitalia (www.invitalia.it).
Il ricevimento delle domande proseguirà fino a esaurimento delle risorse che, si ricorda, ammontano a 5.145.457 euro.
La valutazione delle domande sarà effettuato in ordine cronologico di presentazione e si conclude entro 6 mesi dall’invio della domanda.

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