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Dal bilancio europeo migliaia di miliardi per la ricostruzione

La Commissione europea ha avvertito ieri che il rilancio economico dopo la fase di confinamento dettato dalla terribile pandemia influenzale provocata dal virus Covid-19 richiederà «enormi investimenti» per migliaia di miliardi. La presa di posizione è giunta mentre oggi il Parlamento europeo dovrebbe approvare una risoluzione in cui i principali partiti si dicono favorevoli a nuove obbligazioni dedicate alla ripresa economica e garantite dal prossimo bilancio europeo.

«Il prossimo bilancio deve essere la risposta alla crisi sanitaria – ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in una conferenza stampa con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel -. Dovrà essere diverso dai bilanci normali». L’esecutivo comunitario vuole presentare entro fine mese un nuovo progetto per il 2021-2027 dopo che la proposta precedente non solo è stata bocciata dai Paesi membri ma è anche ormai drammaticamente superata dagli eventi.

La signora von der Leyen non è entrata nei dettagli ieri, parlando genericamente del bisogno per l’Europa di «un nuovo Piano Marshall». L’attuale bilancio comunitario per il periodo 2014-2020 ha un valore di circa 1.000 miliardi di euro. Nessuno si aspetta che la stessa somma sia sufficiente sia per finanziare il funzionamento normale dell’Unione sia per affrontare le conseguenze economiche dell’attuale crisi sanitaria.

L’ex ministra tedesca ha spiegato che nel quadro del bilancio europeo e attraverso la leva finanziaria bisognerà mobilitare investimenti dell’ordine non di miliardi di euro, ma di migliaia di miliardi di euro. Il problema è come finanziare il nuovo bilancio che attualmente dipende da contributi nazionali e solo in minima parte da risorse proprie. La Francia ha proposto la nascita di un fondo finanziato da obbligazioni emesse in comune dai Paesi membri.

L’idea piace ad alcuni, come l’Italia o la Spagna; spiace ad altri per paura di una qualche forma di mutualizzazione dei debiti pubblici. In questo contesto, alla ricerca di finanziamenti, si discute della possibilità di permettere alla Commissione europea di aumentare le proprie emissioni di obbligazioni. «Il nostro obiettivo prioritario è di ripristinare il pieno funzionamento mercato unico», ha spiegato dal canto suo il presidente Michel.

Il Parlamento europeo dovrebbe approvare oggi una risoluzione non vincolante proposta dai principali partiti (popolare, socialista, liberale e verde) in cui invita Bruxelles «a proporre un massiccio pacchetto di rilancio economico» nel quale «gli investimenti sarebbero finanziati da un bilancio accresciuto così come da obbligazioni garantite dallo stesso bilancio, senza comportare la mutualizzazione del debito esistente». La mutualizzazione del debito futuro sarebbe quindi accettabile ai sensi di questa risoluzione.

I capi di Stato e di governo dei Ventisette discuteranno il 23 aprile prossimo del rilancio economico così come dell’allentamento del periodo di quarantena. Tre i criteri per valutare una fine graduale del confinamento, secondo Bruxelles: un calo del contagio; sufficienti capacità mediche; e sufficiente capacità di monitoraggio dei cittadini. Quest’ultimo aspetto è legato al tracciamento via cellulare delle persone sane, malate, guarite o immuni e deve essere volontario e rispettoso della privacy.

Infine, l’esecutivo comunitario presenterà a breve «orientamenti più dettagliati» su come ripristinare progressivamente i servizi di trasporto, la connettività e la libera circolazione «con la rapidità consentita dalla situazione sanitaria, anche in vista dell’organizzazione delle vacanze estive». Sul versante sanitario, Bruxelles ha annunciato che il 4 maggio organizzerà una conferenza per raccogliere doni da utilizzare per finanziare la ricerca su vaccino e trattamenti contro il virus Covid-19.

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