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Dal 7 marzo le tutele crescenti

Tutele crescenti dal 7 marzo. Alle assunzioni a tempo indeterminato operate da sabato, infatti, si applicherà il nuovo regime di tutela in caso di licenziamento illegittimo disciplinato dal dlgs attuativo del Jobs Act che va in G.U. domani, 6 marzo, per entrare in vigore il giorno seguente, insieme al decreto di riforma degli ammortizzatori (Naspi, Dis-coll e Asdi).

Quando e come. La novità principale del nuovo regime, che fa differenza rispetto all’abbandonato art. 18 della legge n. 300/1970, è che non prevede un limite dimensionale dell’azienda che assume, per la sua applicazione: si applica a tutti i lavoratori (assunti dal 7 marzo), di tutti i datori di lavoro, sia quelli che alla prima assunzione sia quelli che hanno già dipendenti in forza di qualunque entità (10, 100 o 1.000). Si applicherà anche ai neoassunti di datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fine di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, d’istruzione ovvero di religione o di culto. Unica esclusione è il settore del pubblico impiego al quale non si applica la nuova disciplina, senza però che ci sia una specifica norma di eccezione, come aveva richiesto la commissione XI del senato (richiesta non accolta dal governo).

Favorite le grandi aziende. Il nuovo regime non abroga l’art. 18 che sopravvivrà a favore dei lavoratori già destinatari di tale regime al 7 marzo. Pertanto, a partire da sabato, convivranno diversi regimi di tutela:

  •  imprese con più di 15 dipendenti (5 se agricole) = art. 18 ai «vecchi» assunti (assunti fino al 6 marzo); tutele crescenti ai «nuovi» assunti (assunti dal 7 marzo);
  •  imprese con meno di 15 (5 se agricole) dipendenti = tutele crescenti ai «nuovi» assunti (assunti dal 7 marzo)

Nel secondo caso, tuttavia, qualora per effetto di nuove assunzioni l’azienda arrivi a superare i 15 (5 se agricola) dipendenti, il nuovo regime a tutele crescenti si applicherà non soltanto ai «nuovi» assunti (assunti dal 7 marzo), ma anche ai «vecchi» assunti fino al 6 marzo.

Sotto questo aspetto, il nuovo regime facilita soprattutto le medie-grandi aziende, quelle cioè che sulle assunzioni operate entro domani devono ancora riconoscere la tutela dell’art. 18. Perché da sabato potranno applicare le nuove regole che danno maggiore certezza sui rischi e sui costi derivanti da un eventuale contenzioso sulla legittimità di licenziamento.

Licenziamenti collettivi. Dal 7 marzo, infine, cambiano pure le regole per i licenziamenti collettivi, e anche in questo caso con esclusivo riferimento ai lavoratori assunti da quella data. Le nuove regole, in pratica, si sostanziano nell’applicazione dello stesso regime di «tutele crescenti» previsto per i casi di licenziamento illegittimo individuale nelle ipotesi di licenziamento collettivo per riduzione di personale senza l’osservanza della forma scritta oppure in violazione della procedura o dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare.

Riforma ammortizzatori. Entrerà in vigore sabato anche la riforma degli ammortizzatori per dipendenti e collaboratori. Per i primi tuttavia la nuova indennità di disoccupazione, Naspi, sarà operativa dal 1° maggio e per i parasubordinati la Dis-coll resterà valida per un solo anno: il 2015. Il provvedimento, infine, prevede come assoluta novità l’introduzione dell’Asdi, istituita dal 1° maggio, con funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori percettori di Naspi. La nuova indennità andrà disciplinata con decreto e opererà limitatamente all’anno 2015.

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