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Dal 2015 il 730 è precompilato

Il modello 730 precompilato taglia il traguardo. Dal 1° gennaio 2005, in via sperimentale, per i redditi dell’anno di imposta 2014 di dipendenti e pensionati, l’Agenzia delle entrate, dopo aver elaborato i dati presenti in anagrafe tributaria e i dati relativi a mutui e assicurazioni, in possesso di banche e altri soggetti, renderà disponibile entro il 15 aprile di ogni anno la dichiarazione precompilata. È questa una delle principali novità del decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali del ministero dell’economia guidato da Pier Carlo Padoan, approvato ieri, in maniera definitiva, per la terza volta in consiglio dei ministri.

Con l’approvazione del provvedimento inoltre arriva l’abrogazione della responsabilità solidale negli appalti e la possibilità per il fisco di controllare entro cinque anni dalla cessazione le società, modifiche anche al periodo in cui una società sarà considerata in perdita sistemica. L’arco di tempo critico passa da tre a cinque anni. Il provvedimento ha avuto un percorso in salita visionato per ben due volte dalle commissioni di camera e senato che ne hanno chiesto in entrambi i casi interventi modificati. Nell’ultimo esame le commissioni avevano rilevato un’anomalia del governo sul fronte del modello 730 precompilato con la costituzione di una esclusiva per la compilazione e assistenza affidata a dottori commercialisti, Caf, e consulenti del lavoro. L’esecutivo con l’approvazione di ieri ha ritenuto di mantenere la propria scelta con l’obiettivo di una maggiore qualificazione professionale di questi soggetti. Pertanto restano fuori dalla partita delle dichiarazioni precompilate i tributaristi, i ragionieri abilitati, i geometri fiscalisti e i centri elaborazioni dati.

Dichiarazioni precompilate. I contribuenti, una volta ricevuta la dichiarazione, avranno la possibilità di integrarla da soli o avvalendosi dell’ausilio di un intermediario abilitato. Nel provvedimento sono state introdotte pesanti sanzioni per i centri di assistenza fiscale in caso di errori nella dichiarazione. E anche un aggravio di responsabilità, sarà infatti solo la condotta dolosa del contribuente a liberare il professionista dalla responsabilità per visto infedele.

Società in perdita e società zombie. Le società in liquidazione saranno nel mirino del fisco che potrà continuare a effettuare controlli per cinque anni dalla cancellazione dal registro delle imprese. È poi introdotta una responsabilità personale dei liquidatori che non adempiono all’obbligo di pagare con le attività della liquidazione alle imposte dovute. Per le società in perdita sistemica si allunga il tempo critico e le regole saranno subito in vigore. Cinque anni di perdite consecutive sono la spia rossa per i controlli del fisco e non più i precedenti tre anni.

Responsabilità solidale addio. La responsabilità solidale fiscale negli appalti va in soffitta. Resta però in capo al committente, all’interno delle norme della legge 276/2003, la responsabilità come sostituto d’imposta in caso emergano situazioni di lavoro nero.

Comunicazioni operazioni con i paesi black list. La comunicazione delle operazioni chiuse con i paesi black list (non collaborativi fiscalmente) diventa annuale e cambiano gli importi. I dati all’Agenzia delle entrate dovranno essere trasmessi per un valore complessivo annuale superiore a 10 mila euro e non per le operazioni superiori ai 500 euro.

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