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Dal 2012 l’interesse legale aumenta di un punto

di Angelo Busani

Aumenta di un punto, dall'1,5% al 2,5%, il tasso degli interessi legali, dal 1° gennaio 2012, in conseguenza della crescita dell'inflazione e quindi dei tassi di interesse correnti sul mercato finanziario. È quanto stabilito dal decreto del ministro dell'Economia del 12 dicembre 2011 pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» 291 di ieri. Il decreto va a integrare l'articolo 1284, comma 1, del Codice civile, secondo cui il tasso degli interessi legali è determinato con decreto ministeriale in base al rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno.
L'impatto dell'aumento vale anzitutto per i crediti liquidi ed esigibili (articolo 1282), cioè determinati nel loro ammontare e il cui pagamento non sia impedito da termini a favore del debitore o da condizioni sospensive: infatti, questi crediti producono interessi, di diritto, appunto nella misura legale. Il saggio legale si applica anche agli interessi «compensativi», vale a dire quelli che spettano al venditore (articolo 1499 del Codice civile), sul prezzo pattuito, anche se non ancora esigibile, nel caso in cui il bene venduto, e consegnato al compratore, produca frutti o altri proventi. Producono interessi in misura legale anche i crediti di somme per i quali sia pattuita la fruttuosità, senza che i contraenti ne abbiano stabilita la misura: lo afferma l'articolo 1282, comma 2, del Codice civile. Quanto agli interessi «moratori» (a seguito della costituzione in mora del debitore), sono dovuti, dal giorno della mora, nella misura legale, anche se non erano dovuti precedentemente e anche se il creditore non prova di aver subito alcun danno. Se tuttavia, prima della mora, erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa superiore misura (articolo 1224 del codice civile). Sugli interessi moratori, va ricordato che la disciplina codicistica è stata parzialmente messa in un angolo quando si tratti della mora nei pagamenti inerenti «transazioni commerciali», vale a dire i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportino, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi, contro il pagamento di un prezzo. In questi casi, infatti (in base al decreto legislativo 231/2002, articolo 5), il saggio degli interessi è determinato in misura pari al saggio d'interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea. Attualmente (comunicato del 18 luglio 2011 del ministero dell'Economia), per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2011, il saggio d'interesse è pari all'1,25 per cento (e quindi il tasso di mora è dell'8,25 per cento). In campo fiscale, l'articolo 13, comma 2, del Dlgs 472/1997, sul ravvedimento, dispone che il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

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