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Dal 1° marzo riparte la macchina del fisco

Dal 1° marzo via alle notifiche degli atti fiscali. Lo smaltimento dei 50 milioni di comunicazioni sarà suddiviso in invii distribuiti nel corso di due anni. Si conclude così con lo spirare del termine contenuto nel decreto legge 7/21 la settima proroga, da inizio dell’emergenza sanitaria, della sospensione dell’invio delle cartelle e degli atti dell’Agenzia delle entrate. La scelta che stanno valutando i tecnici del ministero dell’economia è quella, dunque, di un riavvio soft della macchina amministrativa, che dovrà gestire pratiche accumulate nel corso del 2020 per 34 milioni dell’Agenzia della riscossione, e 16 milioni dell’Agenzia delle entrate. Le caselle della posta dei contribuenti non saranno invase da invii massivi ma, come detto, diluiti nell’arco di 24 mesi. Un invio massiccio sarebbe controproducente per la stessa amministrazione che ha già messo in preventivo di dover gestire reclami e richieste di chiarimenti, con gli uffici ad accesso limitato a causa della pandemia.

I ristori

A fine mese si dovrebbe intanto sbloccare l’iter per l’approvazione del decreto Ristori 5. Il provvedimento ha avuto una gestazione a dir poco complicata. Il decreto che verrà è stato finanziato con uno scostamento di bilancio di 32 mld di euro. Nel testo sarà necessario riscrivere i criteri di accesso ai contributi a fondo perduto, con una scelta per i ristori perequativi, una sorta di conguaglio per le attività che li hanno ricevuti nel corso del 2020 e nuovi criteri che tengano conto del calo del fatturato su base annuale e l’incidenza dei costi fissi.

Sci & co.

C’è poi il tema, già noto ai tecnici del ministero dell’economia, degli indennizzi per il settore sciistico. Dopo l’ultimo stop dettato domenica 14 febbraio, si stima un danno per l’intero comparto di 4,5 mld di euro. Nell’impianto originario del decreto Ristori 5 trovavano poi posto la proroga della cassa integrazione e interventi in materia di lavoro. L’Agenzia delle entrate nel corso del 2020 ha inoltrato circa 10 miliardi di indennizzi diretti sul conto corrente mentre secondo i dati diffusi da banca d’Italia sono 2 mila le segnalazioni di operazione sospette legate al ricevimento indebito dell’indennizzo.

Rottamazione

Accanto alla ripresa dell’attività della riscossione e dell’accertamento, da parte dell’amministrazione finanziaria, si doveva accompagnare, secondo le intenzioni del passato governo, una azione di snellimento di cartelle e atti. L’ipotesi allo studio era quella di una nuova rottamazione che consente l’alleggerimento delle cartelle per la parte relativa a interessi e sanzioni, nonché una ipotesi di saldo e stralcio per quelle entro un determinato importo che rappresentano più un costo che gettito per lo stato. Ora è da decidere se questa operazione troverà spazio nel decreto Ristori 5 o se è accantonata. La proroga fino al 28 febbraio 2021 era stata accompagnata da un prolungamento del tempo consentito all’Agenzia delle entrate di procedere all’emissione degli atti per non incorrere in rilievi sul danno erariale.

Il contenuto del decreto 7/21 è stato poi trasferito come emendamento nel testo della legge di conversione del decreto milleproroghe per cui si concluderà l’iter di approvazione domani.

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