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Dal 1° gennaio 2020 regole uniformi su morosi dell’acqua

Dal 1° gennaio 2020 saranno introdotte regole certe in tutta Italia nel caso di mancati pagamenti da parte degli utenti del settore idrico. Definiti tempi e modalità standard per la costituzione in mora, la rateizzazione degli importi, la sospensione della fornitura e la risoluzione del contratto, salvaguardando le utenze vulnerabili in documentato stato di disagio economico sociale e quelle pubbliche non disalimentabili (come ospedali e scuole). È quanto ha previsto la delibera 311/2019 di Arera, autorità reti e ambiente, che introduce misure idonee ad assicurare all’utente la trasparenza dell’informazione. Nei casi di morosità delle utenze domestiche residenti (non vulnerabili) potrà essere sospesa la fornitura soltanto dopo il mancato pagamento di fatture per importi superiori al corrispettivo annuo dovuto per la fascia di consumo agevolato o, quando tecnicamente fattibile, solo successivamente alla limitazione del flusso dell’acqua assicurando soltanto il quantitativo minimo vitale (50 litri per abitante al giorno). Nel caso di utenze condominiali invece il gestore non potrà limitare/sospendere/disattivare la fornitura idrica se, entro la scadenza dei termini previsti nella comunicazione di messa in mora, sia stato pagato almeno metà dell’importo dovuto in un’unica soluzione. «Da quando l’Arera ha ricevuto la competenza sul settore idrico siamo riusciti a mappare il fenomeno della morosità, che tocca punte del 50% in alcune zone d’Italia» commenta il presidente dell’Autorità Stefano Besseghini.

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