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Dai revisori locali check sui pagamenti

Una “guida” per gli uffici, sulla velocizzazione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. L’operazione è una delle misure chiave dei provvedimenti varati negli ultimi anni, non solo per rispondere alle spinte europee ma anche per aiutare il sistema produttivo. Numerosi sono stati i tentativi per sbloccare i debiti pregressi e per prevenire la formazione di ulteriori ritardi, derivati in buona misura dai vincoli del patto di stabilità interno. Per spingere ulteriormente in questa direzione, il ministero dell’Economia ha ora emanato un’apposita circolare (la n° 27 del 24 novembre) destinata ai propri rappresentanti negli organi di controllo (come i collegi sindacali) delle pubbliche amministrazioni.
È così fornito un riepilogo del quadro normativo che si è consolidato, dal Dlgs. 192/2012, di modifica del Dlgs. 231/2002, alla legge 89/2014, passando per la fondamentale legge 64/2013 (“sblocca-debiti”).
Partendo da tale sintesi, i “controllori” dovranno verificare il rispetto delle disposizioni, segnalando eventuali inadempimenti ai competenti uffici dell’ente nonché alle amministrazioni vigilanti e dandone atto nell’ambito dei verbali redatti.
In alcuni casi, è la stessa legge a chiedere esplicitamente una verifica all’organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile. L’articolo 41 della legge 89/2014, ad esempio, impone agli enti di attestare (nei bilanci) i pagamenti effettuati dopo la scadenza insieme all’indicatore di tempestività dei pagamenti e, conseguentemente, agli organi di controllo di verificare le informazioni rilasciate, formalizzando nella propria relazione i riscontri operati. Anche perché, nell’ipotesi di pagamenti molto “lenti”, può scattare il blocco delle assunzioni.
In caso di ritardo c’è comunque la sanzione legata agli interessi moratori (ed annessi), che può determinare un costo aggiuntivo per l’amministrazione e quindi un danno erariale, con i conseguenti obblighi di segnalazione.
Ci sono poi tutti gli obblighi ed adempimenti legati all’attivazione della piattaforma per la certificazione e la cessione dei crediti, che incidono sui premi del personale e sono assistiti da sanzioni pecuniarie (100 euro per ogni giorno di ritardo). Entro il 30 aprile di ciascun anno vanno così comunicati i debiti commerciali non ancora estinti maturati al 31 dicembre dell’anno precedente.
In modo continuo è necessario comunicare le informazioni relative alla rilevazione delle fatture e delle richieste equivalenti di pagamento e mensilmente l’ammontare dei debiti non estinti e scaduti. Per queste partite sono anche da registrare i pagamenti eseguiti, soprattutto per i casi di debiti certificati. L’omissione, in questo caso, potrebbe creare danni erariali, se le certificazioni fossero utilizzate in compensazione con “cartelle” o con le posizioni risultanti dall’applicazione degli istituti deflattivi del contenzioso tributario.
Attenzione, infine, deve essere prestata agli obblighi di certificazione dei crediti: le pubbliche amministrazioni devono provvedervi entro 30 giorni dalla richiesta del creditore, salvo che, entro lo stesso termine, comunichino un motivato diniego.

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