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Dai pm di Milano arriva lo stop all’abuso del diritto

Abuso di diritto senza rilevanza penale. A spiegarlo è la stessa Procura di Milano nel bilancio di responsabilità sociale che fa il punto sull’attività svolta nel periodo 2011-2012. Per quanto riguarda i reati tributari, i numeri segnalano un graduale aumento delle denunce, con una crescita che è stata imponente dal 2009 al 2010 (+180% per infrazioni all’articolo 2 del decreto 74/00, +440% per le violazioni all’articolo 3) ma che è poi continuata anche negli anni successivi, anche per effetto della revisione parziale delle norme. Una tendenza in crescita, che di per sè stessa non significa garanzia di condanna, visto che è anche sul fronte dei reati tributari che più incide la prescrizione per i ritardi (in media 5 o 6 anni) con i quali l’amministrazione finanziaria trasmette le notizie di reato.
Notizie di reato poi che, oltre che in ritardo, appaiono spesso anche carenti per una fattispecie assai dibattuta come l’abuso del diritto. Così, la Procura segnala l’aumento dei fascicoli aperti in seguito a denuncia del Fisco per dichiarazione infedele (articolo 3 del decreto legislativo 74/00), con un ufficio finanziario che segnala come penalmente rilevante ogni operazione negoziale o societaria finalizzata a un risparmio d’imposta non legittimo. Tuttavia, nella maggioranza dei casi la Procura butta nel cestino la denuncia dell’amministrazione finanziaria «sul presupposto che spesso l’accertamento della maggiore imposta o risulta motivato sulla base di meccanismi induttivi e presuntivi che non legittimano l’intervento del giudice penale, o risulta conseguente ad un mancato riconoscimento della deducibilità dei costi sostenuti dal contribuente che non è certamente equiparabile, sul piano penale, alla “fittizietà” dei costi posti in detrazione (la norma penale, in altre parole, richiede la fittizietà dei costi e non la mera indeducibilità degli stessi)». Conseguente la richiesta di archiviazione che, sinora, è sempre stata accolta dal Gip.
Più in generale il focus sulla criminalità economica segnala un progressivo ridursi della rilevanza del falso in bilancio con il numero dei fascicoli pervenuti che in un anno si è praticamente dimezzato, passando dai 54 del 2011 ai 26 del 2012 (cifra relativa ai primi 10 mesi). Ma il bilancio permette anche di verificare sul campo che, in materia di applicazione del decreto 231 del 2001 sulla responsabilità delle società, sono state Procura e Tribunale a costituire la giurisprudenza più significativa (e anche il maggiore recupero economico per effetto della confisca) visto che sono state ben 404 le società indagate in questi 11 anni.
Spending review sulle intercettazioni: il numero dei bersagli è passato da 14.125 nell’anno giudiziario 2009-2010 a 8.246 nel 2011-2012. Tra il 2009 e il 2012 il numero dei bersagli è stato ridotto, dunque, del 42 per cento. La durata delle indagini verso autori noti è uno dei dati più rilevanti per la determinazione dei tempi della giustizia. Nell’anno giudiziario 2011-2012 la maggior parte delle indagini (53,3%) è stata definita entro sei mesi, con una flessione rispetto all’anno precedente (erano il 57% nel 2010-2011). Nel corso dell’ultimo anno giudiziario sono stati iscritti presso la Procura di Milano 131.533 procedimenti, ne sono stati definiti 143.943, mentre l’arretrato complessivo si è attestato a fine anno a 151.362 procedimenti, il 7,6% in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2011-2012 si è registrato un lieve aumento (+1,4%) dell’arretrato dei procedimenti verso noti rispetto all’anno giudiziario precedente.

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