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Dai notai agli ingegneri redditi in forte calo

Il reddito dei professionisti negli ultimi cinque anni ha registrato un calo praticamente generalizzato. Fenomeno che riguarda sia le professioni”ricche”, che dichiarano più di 40mila euro l’anno, che quelle “povere” al di sotto dei 20mila euro. È quanto emerge dai dati registrati dalle Casse di previdenza dei professionisti relativi ai redditi medi dei professionisti imponibili ai fini previdenziali e prodotti nell’anno di riferimento, ovvero i redditi cui sono commisurate (in tutto o in parte) le contribuzioni. I dati sono stati attualizzati con base di riferimento 2005 per annullare l’effetto dell’inflazione e confrontare il reale potere d’acquisto. In diversi casi la contrazione è stata a due cifre. Ci sono solo due eccezioni: medici e veterinari.
I redditi
I notai restano la professione “più ricca”, con un reddito medio reale di 72mila euro (il valore nominale è di circa 84mila euro), anche se hanno registrato il calo più alto, sia tra il 2012 e il 2011 (-26,77%) sia rispetto al 2008 (-44,01%). Un andamento che si spiega prevalentemente, con la contrazione delle compravendite immobiliari registrate negli ultimi anni che è stata del 42% dal 2006 al 2012.
La crisi del settore edile si è fatta sentire in modo pesante anche sui redditi di ingegneri e architetti, che sono passati dai 30mila euro del 2008 ai 22.992 euro del 2012, con un calo del 23,75 per cento.
Al terzo posto di questa non invidiabile classifica i periti industriali, con -21,73% rispetto al 2008 e -14,75% nel confronto con il 2011. «L’effetto della crisi del settore edile – spiega il presidente di Eppi, l’ente di previdenza dei periti industriali, Florio Bendinelli – dopo un periodo di tenuta si sta ripercuotendo sull’impiantistica, una tendenza che sarà confermata anche per l’anno in corso».
Hanno subito un calo a due cifre negli ultimi cinque anni anche infermieri (-16,78%), consulenti del lavoro (-16,41), avvocati (-13,53%) e geometri (-12,37%).
Una leggera ripresa rispetto al 2011 è stata registrata da tre categorie: veterinari (+6,36%), psicologi (+4,46%), e consulenti del lavoro (+ 1,22%). «L’aumento delle entrate per gli psicologi – spiega il presidente dell’ente previdenziale di categoria Enpap, Felice Torricelli – è dovuto al fatto che la psicologia in questi anni ha ampliato i settori in cui opera, non più solo psicologia clinica ma anche in altri ambiti, tra cui per esempio marketing, sicurezza sul lavoro, selezione del personale».
In aumento anche le entrate per due delle categorie iscritte all’Epap, l’ente pluricategoriale di geologi, chimici, attuari, dottori agronomi e dottori forestali. «Il reddito degli attuari dal 2011 al 2012 è in salita, da 166mila euro a 170mila – spiega il presidente Epap Arcangelo Pirrello – un leggero incremento anche per agronomi e forestali, di contro i chimici passano da 42mila a 38mila euro e i geologi da 27mila a 23mila».
Iscritti
A fronte di entrate in discesa gli iscritti alle casse di previdenza, negli ultimi cinque anni sono aumentati e, nella metà dei casi, questo aumento ha superato il 10 per cento.
Va subito chiarito che il forte incremento degli infermieri (circa il 70% in più) si spiega con la recente possibilità di iscrizione alla cassa di chi prima risultava nella gestione separata Inps; fenomeno che ha anche ridotto il “reddito medio” della categoria. È invece reale l’aumento del 39,10% registrato dagli psicologi, che crescono mediamente dell’8% l’anno.
Questo tendenziale aumento di iscritti, nonostante il calo delle entrate, si giustifica anche per le scarse opportunità di lavoro a tempo indeterminato, che hanno spinto giovani e meno giovani a tentare la carta professionale. Fenomeno osservato dai dottori commercialisti: il 12,2% dei neo iscritti all’albo nel 2012 ha più di quarant’anni.

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