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Dai luoghi del virus Mattarella esorta la politica a non essere egoista

ROMA — «Mettere da parte partigianerie, protagonismi ed egoismi». Sono parole che pesano e Sergio Mattarella non le pronuncia a caso al cimitero di Castegnato, paese di 8mila abitanti in provincia di Brescia, in una delle zone più colpite dal virus. Il Capo dello Stato depone una corona di fiori al monumento che ricorda le vittime del Covid e pronuncia un monito che vale per l’intera classe politica italiana: «Ricordare i nostri morti è un dovere che va affiancato dal dovere della responsabilità, di proseguire nell’impegno per contrastare e sconfiggere questa malattia così grave. Mettendo da parte partigianerie, protagonismi ed egoismi, per unire gli sforzi, di tutti e di ciascuno – quale che sia il suo ruolo e quale che siano le sue convinzioni – nell’obiettivo comune di difendere la salute delle persone e di assicurare la ripresa del nostro Paese».
L’appello arriva non a caso all’indomani della chiusura dell’opposizione, che sabato ha rispedito al mittente l’offerta del premier Giuseppe Conte di dare vita a una cabina di regia. Per settimane l’opposizione aveva chiesto di essere coinvolta, stabilendo un metodo che mettesse al centro il Parlamento, e Conte ha nicchiato. E quando, con la pandemia fuori controllo, il premier si è deciso, chiamando ad uno ad uno i tre leader del centrodestra invitandoli a fare parte di una task force, si è visto sbattere la porta in faccia. Un balletto nell’ora più grave, mentre la casa brucia.
Il richiamo del Quirinale però riguarda entrambi: Palazzo Chigi e la minoranza. Mattarella non fa che ripeterlo da settimane: «Bisogna unire gli sforzi». Il no alla cabina di regia va nella direzione opposta a quella auspicata dal Capo dello Stato. E nell’evocare «gli egoismi» si coglie un riferimento alla stucchevole contrapposizione tra il governo e le Regioni, e ai governatori tra loro, come quello della Campania, che ha deciso il lockdown senza prevedere dei ristori, non smettendo, fino a poche settimane fa, di polemizzare con la Lombardia. «Abbiamo tutti – ammonisce Mattarella – il dovere della responsabilità ». La seconda ondata ha investito l’Italia come una slavina. Si schiude davanti a noi un inverno difficilissimo. Etica della responsabilità, quindi, e che ognuno faccia la sua parte, «quale che sia il suo ruolo e che siano le sue convinzioni». E qui Mattarella parla ai partiti – della maggioranza e dell’opposizione, ma anche della stessa coalizione di governo – invitandoli a fare prevalere l’interesse della nazione. Non è tempo di vanità personali. A una signora che lo avvicina e gli dice: «Presidente, resistere, resistere, resistere ». Mattarella risponde: «Lavorare, lavorare, lavorare».
Nessuno a Castegnato era stato avvertito. La gente se l’è ritrovato davanti mentre portava un fiore sulle tombe dei propri cari. Il Presidente con umanità ha ricordato «tutti i defunti », e tra loro tutte le vittime italiane del Covid, «molti di loro sono morti in solitudine».
Castegnato non è stata una scelta casuale. Qui infatti, a settembre, è avvenuto quello che Mattarella chiama “il furto ignobile” della croce in bronzo posta a memoria delle vittime della pandemia. L’hanno rubata il giorno dopo l’inaugurazione. Mattarella aveva letto la notizia sui giornali e ne era rimasto colpito. Una visita a sorpresa. Il sindaco Gianluca Cominassi è stato avvertito soltanto la sera prima: «Quando il prefetto me l’ha detto pensavo fosse uno scherzo di Halloween», ha raccontato emozionato. All’uscita la gente applaude il Presidente. Anche i big dei partiti lo fanno, da Zingaretti a Di Maio, da Gelmini a Boccia. Tacciono Meloni e Salvini.

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