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Dai crediti d’imposta all’Iva, il fisco punta i radar antifrode

Caccia ai contribuenti a elevata pericolosità fiscale. Stringendo ancor più le maglie sui furbetti di crediti di imposta e agevolazioni. E senza trascurare le frodi sull’Iva intracomunitaria, terreno sul quale, purtroppo, l’Italia è sul podio in Europa. Questi in sintesi gli ambiti in cui si muovono i nuovi indirizzi operativi sulla prevenzione e contrasto all’evasione fiscale per il 2021, che terranno conto dell’impatto della crisi epidemiologica da Covid-19 sulle piccole e medie imprese. Questo è quanto emerge dalla circolare n. 4 dello scorso 7 maggio 2021 dell’Agenzia delle entrate.

Tra le tematiche affrontate dal documento, quella di maggiore rilevanza appare indubbiamente relativa alla «prevenzione, contrasto e contenzioso tributario», ove l’Ufficio ha delineato l’ambito operativo di controllo per il 2021: concentrarsi verso i contribuenti a elevata pericolosità fiscale, in particolare, verso i fenomeni di frode, anche realizzati mediante l’utilizzo in compensazione di indebiti crediti d’imposta ovvero altre agevolazioni concesse dal legislatore per fronteggiare le conseguenze negative connesse all’emergenza da Covid-19. Inoltre, e questo rappresenta ormai una costante per gli Uffici nazionali, stante l’ormai consolidato record di evasori n. 1 in ambito Europeo, verrà riservata particolare attenzione alle frodi in materia Iva intracomunitaria, realizzate anche tramite l’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti o attraverso l’utilizzo delle dichiarazioni di intento ideologicamente false.

In sostanza, l’Agenzia delle entrate, riconoscendo che le piccole e medie imprese sono state duramente colpite nell’ultimo anno e versano in stato di crisi di liquidità, non si concentrerà più sugli errori meramente formali, bensì sposterà il tiro verso le operazioni più insidiose, ossia quelle connotate dalla volontà di arrecare un danno all’Erario, nonché arrecanti un disvalore sociale a danno della collettività, giacché falsanti le regole della ordinaria concorrenza.

Nello specifico, l’Agenzia delle entrate considera come particolari fenomeni oggetto di controllo le frodi, l’abuso del diritto, le false compensazioni, l’indebita fruizione di regimi agevolativi e di misure di sostegno a seguito della pandemia.

Contributi agevolativi. Proprio in relazione a tale ultimo aspetto (si veda ItaliaOggi Sette del 15 febbraio scorso) era già stata avanzata la tesi che la pioggia di aiuti per fronteggiare le perdite derivanti dal Covid sarebbe stata oggetto di attenta analisi e infatti, al paragrafo 1.2.2., viene fatta esplicita menzione del controllo verso i soggetti che hanno fruito dei diversi regimi agevolativi, ossia a partire dal contributo a fondo perduto, disciplinato dal dl 34/2020 (il cosiddetto decreto Rilancio), sino a quello da ultimo disciplinato dal dl 41/2021 (decreto Sostegni), senza escludere tutti quelli verranno concessi in futuro.

Tale controllo si realizzerà verificando i presupposti soggettivi e oggetti, tra cui la congruità delle operazioni realizzate nel corso del 2019 e 2020, potendo a tal fine consultare i dati delle fatture elettroniche.

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo. L’attività di controllo sui crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo viene accentuata rispetto al passato, anche in ragione della mancanza dei requisiti oggettivi e soggetti riscontrati nelle verifiche operate negli ultimi anni, spesso avvalorata dalla presenza solo formale della documentazione a supporto; difatti, in prima battuta, si procederà a verificare gli indicatori di rischio quali l’attività dell’impresa svolta e quindi verificare se ragionevolmente compatibile con la ricerca effettuata, la struttura organizzativa, eventuali costi sostenuti per R&S svolta negli esercizi precedenza e così via.

Le indebite compensazioni. Oltre al credito per R&S, su cui comunque la circolare pone particolare attenzione, anche gli altri crediti sono sotto tiro; ciò in quanto viene dedicato specifico impegno al riscontro delle compensazioni indebite, ponendo particolare attenzione ai casi in cui i crediti, palesemente fittizi, risultino utilizzati in compensazione per il pagamento di somme iscritte a ruolo o di somme dovute a seguito di atti di accertamento. Per di più se sono stati oggetto di compensazione in procedure deflative, quali l’adesione, la mediazione o la conciliazione.

Persone fisiche/Autonomi/Enti non commerciali. Per tali soggetti, invece, particolare attenzione sarà riservata allo spostamento di capitali da e verso l’estero per importi rilevanti. Ciò al fine di intercettare comportamenti fiscali illeciti e fenomeni di indebita detenzione di disponibilità all’estero, anche in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale delle attività estere di natura finanziaria.

Di portata generale, invece, è la disposizione circa l’esterovestizione, la quale vedrà un coordinamento sia a livello di struttura centrale dedicata, che delle singole Direzioni regionali, potendo utilizzare le informazioni pervenute tramite il Common reporting standard.

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