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Dagli affitti ai rubinetti il grande rompicapo della bonus economy

L’ultimo in ordine di tempo è il bonus acqua potabile. Introdotto dalla legge di Bilancio 2021, è stato regolato mercoledì scorso dalle Entrate: agevola l’acquisto di sistemi di filtraggio fino a una spesa di mille euro per i privati (5mila per le imprese e gli enti non commerciali) e vale il 50% dell’importo. Ma solo in teoria. Perché, se le richieste saranno superiori alla dote annua di 5 milioni, il bonus sarà ridotto in proporzione.

Le domande telematiche andranno inviate a tra il 1° e il 28 febbraio 2022 all’Agenzia, che entro fine marzo renderà nota l’eventuale riduzione. Insomma: si paga oggi – anzi, dal 1° gennaio scorso, perché le Entrate “salvano” le spese già sostenute – e si scopre solo tra un anno quanto vale l’agevolazione. Con il rischio che si ripeta la beffa del bonus sanificazione del 2020, che dal 60% teorico scese in un primo tempo al 9,4% per poi arrivare al 28,3% solo dopo un rifinanziamento.

Il bonus acqua potabile è emblematico di quella che molti hanno ribattezzato la bonus economy. Una proliferazione ininterrotta di incentivi – talora per importi modesti – caratterizzati da regole attuative diverse e metodi di pagamento differenziati. E spesso accompagnati da modifiche normative.

Senza voler discutere qui dell’utilità dei singoli bonus, è un dato di fatto che il loro funzionamento molte volte si trasforma in un rompicapo per i cittadini e le imprese, ma anche per la stessa pubblica amministrazione.

La legge cambia ogni due mesi

Il tax credit sulle locazioni commerciali, ad esempio, ha subìto sei modifiche normative in un anno, dal 19 maggio 2020 (decreto Rilancio) al 26 maggio scorso (decreto Sostegni-bis, ancora da convertire in legge). Una ogni due mesi, per la gioia di chi deve dettare le istruzioni e – ancora di più – di chi deve applicarle.

Molti testi di legge nascono male e necessitano di correzioni o chiarimenti fin dal primo giorno. Come dimostra l’azzeramento delle imposte sull’acquisto della casa da parte dei giovani con meno di 36 anni, previsto dal decreto Sostegni-bis: tra le tante imprecisioni, basta ricordare che per le compravendite soggette a Iva non è chiaro se serva il limite di Isee fino a 40mila euro e se ci sia l’esenzione da bollo e tassa ipotecaria (come sarebbe logico, si veda Il Sole 24 Ore di lunedì 14 giugno).

In un caso, addirittura, due testi di legge sono arrivati quasi contemporaneamente a introdurre due aiuti fotocopia. È successo con il contributo a fondo perduto per i locatori che riducono i canoni degli affitti abitativi, previsto sia dalla manovra 2021, sia dalla legge di conversione del decreto Ristori (in questa seconda versione, solo per i contratti già in essere alla data del 29 ottobre scorso).

Il decreto Sostegni, il 23 marzo, ha cancellato il “doppione” della legge di Bilancio e ha dirottato le risorse sull’altro aiuto. Che ora ha un fondo dedicato di 100 milioni al ministero delle Infrastrutture e restituirà il 50% della riduzione di canone, fino a un massimo di 1.200 euro per locatore. Quindi, a parità di canone e di sconto, l’aiuto sarà doppio se la casa è in comproprietà tra più locatori, ma non raddoppierà se una stessa persona dà in affitto due case.

Bisogna poi annotare che l’aiuto è ancora inattuato da parte delle Entrate e la sua percentuale sarà inferiore al 50% se le richieste supereranno la dotazione. Inoltre, siccome la norma vale «per l’anno 2021», le istruzioni dovranno far salve anche le riduzioni già applicate. È chiaro però che chi ha ridotto il canone nei mesi scorsi l’ha fatto – con ogni probabilità – senza conoscere questo sconto.

Deve ancora partire anche il cosiddetto bonus idrico, un incentivo fino a 1.000 euro riservato alle persone fisiche per installare wc a scarico ridotto e rubinetterie per il risparmio d’acqua. La dote per il 2021 è 20 milioni «fino a esaurimento»: quindi, pare di capire, senza riduzione, ma con un meccanismo “dentro o fuori”. Il destino è legato a un Dm dell’Ambiente.

La nuova etichetta energetica

Quando non è la disciplina di un bonus a cambiare, possono comunque intervenire variazioni delle regole sottostanti. Vedi la nuova etichettatura energetica degli elettrodomestici – in vigore dal 1° marzo scorso – che spiazza chi vuole applicare ai grandi elettrodomestici il bonus mobili: la classe A+, quella agevolata, in molti casi è vuota, secondo la nuova tassonomia (si veda l’articolo a fianco).

Bonus tv e informazioni online

Non c’è da stupirsi che su internet sia tutto un fiorire di siti e blog che spiegano «come richiedere» qualsiasi bonus, spesso a sproposito. Un po’ come successo nei giorni scorsi con il cosiddetto bonus smart working raddoppiato dalla legge di conversione del Dl Sostegni, che in realtà non è soggetto ad alcuna istanza. Si tratta, piuttosto, di una conferma per il 2021: anche quest’anno sono detassati fino a 516,49 euro (anziché 258,23) i beni e servizi che il datore di lavoro dà ai dipendenti (tra cui possono rientrare scrivanie, sedie ergonomiche per il lavoro da casa e così via).

Nebbia fitta – su internet – anche per il bonus tv, lo sconto di 50 euro sull’acquisto di televisori e decoder per il nuovo digitale terrestre (Dvb-T2), riservato alle famiglie con Isee fino a 20 mila euro. La legge di Bilancio 2021 ha aggiunto 100 milioni ai 25 già stanziati a suo tempo per quest’anno, e a sei mesi di distanza in rete cresce l’attesa per la nuova versione dello sconto.

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