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Da valutare l’opportunità della perizia

La disciplina normativa sulla rivalutazione dei beni sancita dall’art. 110 del dl 104/2020 non impone, di fatto, l’obbligo di redazione di perizia che attesti il valore da rivalutare. Fatta tale premessa, a seconda delle specifiche circostanze, la stessa può comunque essere opportuna per non dire necessaria. La redazione, inoltre, è da intendersi anche a tutela dell’organo amministrativo o dell’imprenditore chiamato a sottoscrivere un bilancio con al proprio interno un bene rivalutato.

Ma veniamo agli aspetti che rendono la perizia opportuna: si pensi al caso in cui venga rivalutato un bene il cui valore abbia un peso specifico importante rispetto al bilancio nel suo complesso. E ancor peggio, si pensi a tale situazione maggiorata del fatto che l’incremento patrimoniale della rivalutazione sana una situazione di deficit rilevante, evitando di ricadere negli artt. 2446 e 2447 del codice civile. Un’altra ipotesi per cui si rende ragionevole la redazione della perizia è quella in cui la rivalutazione coinvolga gli intangibles (i cosiddetti beni intangibili): la nomina di un terzo esperto indipendente, a nostro avviso, diventa cruciale.

Ancora, altra ipotesi per cui il bene andrebbe periziato è quella in cui si rivalutino beni precedentemente rivalutati: sarà infatti fondamentale verificare che nella precedente rivalutazione l’impresa non abbia portato il valore del bene a quello effettivo o che, il valore del bene a suo tempo rivalutato, sia stato nel frattempo ridotto dagli ammortamenti sicché il valore contabile risulti nuovamente inferiore all’effettivo valore economico o che infine, nonostante la precedente rivalutazione si sia attestata a valori massimi, il bene abbia nel frattempo subito un importante incremento di valore (si pensi per esempio a importanti revamping e/o retrofit di un macchinario tra la prima e la seconda rivalutazione).

Casistica ben diversa per la quale invece possiamo fare a meno di redigere perizia riguarda, per esempio, la valutazione di beni mobili, specialmente se di valore non elevato laddove siano reperibili listini o quotazioni cui ancorarsi per stimare il valore degli stessi (l’esempio può essere quello dei veicoli usati). Quando infine ci riferiamo a immobili il cui valore non è elevato oltre che non particolarmente significativo rispetto al totale attivo, la possibilità di utilizzare i valori Omi può sempre rappresentare un buon punto di partenza: occhio comunque a procedere con approccio prudenziale magari abbattendo tali valore di una data percentuale sia per il particolare momento critico che stiamo vivendo e sia perché spesso, tali valori, non sono aggiornati alla data del 31/12/2020.

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