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Da settembre più dati all’Anagrafe

di Marco Mobili e Giovanni Parente

L'invio dei dati dei conti correnti e degli altri rapporti finanziari al fisco sarà annuale e il primo appuntamento con il nuovo adempimento sarà a settembre. Comincia a prendere forma l'attuazione del nuovo obbligo a carico di banche e intermediari imposto dal decreto salva-Italia e che di fatto sgretola il segreto bancario nel nostro Paese. L'articolo 11 del Dl 201/2011 ha imposto agli operatori finanziari di comunicare all'Anagrafe tributaria i movimenti effettuati sui «rapporti» dai loro clienti a partire dal 1° gennaio 2012. Uno degli «strumenti più forti che il governo Monti ha fornito» ai verificatori nel contrato all'evasione, come ha riconosciuto il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, domenica a «Che tempo che fa». Il flusso di nuovi dati in arrivo servirà poi al fisco per potenziare lo strumento delle indagini finanziarie a supporto dei controlli. Ma non solo, perché le informazioni aggiuntive serviranno alle Entrate per stilare specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione fiscale (una delle 14 liste censite dal Sole 24 Ore di ieri). All'appello mancano i dettagli "tecnici" del provvedimento applicativo della norma (atteso già nei prossimi giorni) che deve essere emanato dall'Agenzia sentite le associazioni di categoria e il Garante per la protezione dei dati personali. Proprio nelle ultime ore sembrano essersi sciolti alcuni nodi che hanno tenuto banco nel confronto fra fisco e operatori finanziari. Anche per consentire agli istituti di credito di prepararsi e di adeguare il loro pacchetto informatico, il primo invio dei dati (quelli relativi ai movimenti effettuati nel 2011) è stato fissato a dopo l'estate. Molto verosimilmente la scadenza dovrebbe essere fissata entro il prossimo settembre, primi di ottobre.
Il capitolo più delicato riguarda quali dati trasmettere. L'ipotesi di uno screening totale dei movimenti effettuati sembra essere stato accantonato per due ragioni: sarebbe estremamente dispendioso per gli operatori finanziari e, allo stesso tempo, fornirebbe un mare di numeri difficilmente gestibile dalla stessa amministrazione finanziaria. Sta prendendo sempre più corpo, quindi, la soluzione di limitare su base annuale i saldi di dare/avere (operazioni in uscita e quelle in entrata). In sostanza si tratterebbe di una sintesi delle operazioni effettuate nell'anno. Ma di quali operazioni si tratta? La lista dovrebbe essere quella delle 26 macro-voci individuate dal provvedimento 175033 dell'Agenzia emanato lo scorso 6 dicembre. Oltre ai conti correnti, ci sarebbero, tra l'altro, i certificati di deposito e buoni fruttiferi, i contratti derivati, le operazioni extra-conto e le cassette di sicurezza. Uno spaccato ad ampio raggio sulla "vita finanziaria" del contribuente, per arrivare al quale banche e operatori sarebbero chiamate a implementare il flusso di comunicazioni lungo però direttrici su cui già viaggiano le informazioni minime dovute al fisco prima dell'intervento del decreto salva-Italia. Per ora, infatti, le informazioni sono "minime": apertura, modifica e chiusura del rapporto. Sarà poi il codice fiscale ad associare i dati dei movimenti al contribuente. Allo stesso tempo per garantire la trasparenza (ed evitare il rischio di «Grande fratello fiscale» su cui più volte il direttore dell'Agenzia ha dato rassicurazioni) il contribuente dovrebbe essere in qualche modo informato dei dati che l'intermediario invierà al fisco. Una delle idee prese in considerazione potrebbe essere proprio quella di riepilogare nell'estratto conto, in un prospetto ad hoc, i saldi del dare/avere in base alle operazioni effettuate e comunicate all'anagrafe tributaria.

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