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Da Schäuble un segnale a Madrid

BRUXELLES — Germania e Spagna provano a frenare il contrasto sviluppatosi tra i Paesi più solidi finanziariamente del Nord Europa e quelli mediterranei con difficoltà di bilancio. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, e il suo collega spagnolo Luis de Guindos, dopo un incontro a Berlino, hanno sottolineano l’importanza di una «veloce applicazione delle decisioni del Consiglio Ue del 29 giugno», che consentirebbero al Fondo salva Stati di finanziare direttamente le banche iberiche sull’orlo del collasso e di acquistare titoli di Stato per abbassare i tassi d’interesse. Nel comunicato congiunto di Schäuble e de Guindos si fa anche riferimento ad «un’effettiva unione bancaria, con una costruzione completa di un organismo di controllo per le banche», che è un po’ quello che la Germania pretende prima di dare il via alla maggiore «flessibilità» per il Fondo salva Stati. I due ministri sottolineano che il programma Ue di aiuti è utile alla stabilizzazione dell’euro e ha il sostegno del governo e del Parlamento tedesco.
Nel pomeriggio la Spagna aveva annunciato una posizione congiunta con Francia e Italia per imporre una sorprendente accelerazione all’azione anti-crisi e all’uso del Fondo per acquistare titoli di Stato dell’eurozona. Ma le smentite dei governi di Parigi e di Roma hanno attribuito alla vicenda i contorni da «europasticcio» diplomatico, forse condizionato dall’ansia dell’esecutivo spagnolo davanti all’ascesa dei tassi d’interesse sul suo debito e all’esasperazione delle tensioni sociali interne. Tutto era nato dal Consiglio dei ministri degli Affari europei a Bruxelles, che aveva in agenda anche l’attuazione delle misure anti-crisi decise nell’ultimo vertice dei capi di Stato e di governo. Al termine della riunione, sul sito del ministero degli Esteri di Madrid, è apparso un comunicato che annunciava una clamorosa azione congiunta del segretario di Stato spagnolo per l’Ue, Iñigo Méndez de Vigo, con il ministro francese degli Affari europei Bernard Cazeneuve e il collega italiano Enzo Moavero, per chiedere l’attuazione «immediata» degli accordi del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Nel Consiglio dei ministri, Italia, Francia e Spagna hanno effettivamente manifestato sintonia. Da tempo i Paesi membri del Sud si trovano spesso insieme contro quelli del Nord. Ma a Madrid, Parigi e Roma non avrebbero rimesso in discussione l’accordo con Germania, Olanda, Finlandia e gli altri Stati del Nord di limitare a soli 30 miliardi di euro gli aiuti urgenti alle banche spagnole e di rinviare gli eventuali acquisti anti-spread di titoli spagnoli e italiani da parte del Fondo salva Stati. Altrimenti sarebbe ridiventato necessario convocare un Consiglio straordinario dei capi di governo, inizialmente ipotizzato per oggi 25 luglio e poi cancellato. Cazeneuve ha chiarito che quanto diffuso da Madrid «non ha alcun senso» e che «non c’è stata un’iniziativa comune con Italia e Spagna, non ho chiesto l’attuazione immediata degli accordi». Palazzo Chigi ha dichiarato «stupore» per l’annuncio della Spagna e di non essere a conoscenza di tale azione congiunta.
Poco dopo il ministero degli Esteri di Madrid ha eliminato il comunicato «incriminato» dal suo sito. A tarda sera Schäuble e de Guindos hanno rasserenato i termini del confronto, che sembra destinato a procedere sul piano della trattativa diplomatica più che su quello dello scontro frontale tra Nord e Sud.

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