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Da oggi possibili i licenziamenti Draghi smonta l’operazione cashback

Stop al cashback e proroga del blocco dei licenziamenti per la filiera del tessile, un fondo da 100 milioni per rimborsare chi non ha potuto utilizzare i biglietti Alitalia, misure di contenimento dell’aumento delle tariffe elettriche, rinvio del pagamento della Tari: sono le disposizioni principali del decreto-ponte varato ieri pomeriggio dal Consiglio dei ministri.Il governo ha anche dato il via libera al disegno di legge delega per l’aggiornamento del Codice degli appalti: le nuove norme, di semplificazione ma anche dirette a una maggiore trasparenza ed efficienza delle procedure, dovranno essere messe a punto entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Era attesa anche la decisione sulla riapertura delle discoteche, che però è stata rinviata, e quindi si sta facendo strada l’ipotesi di ulteriori ristori per gli imprenditori del settore.Occhi rivolti al cashback, dopo le polemiche delle ultime 24 ore: viene sospeso per sei mesi ma Mario Draghi nel suo intervento durante il Consiglio dei ministri di ieri ha espresso considerazioni critiche sul programma creato dal governo Conte per contrastare l’evasione e favorire la moneta elettronica. «Il governo è più impegnato che mai nella lotta all’evasione fiscale», ha detto il premier in apertura del Consiglio dei ministri, che ha predisposto un aumento degli sconti per i commercianti che installano i supporti per chi paga con carta.Dalle note analitiche preparate sul dossier a Palazzo Chigi che Draghi non ha letto integralmente durante la riunione, emergono una serie di rilievi tecnici cruciali sull’efficacia del cashback sul fronte dell’evasione: non ci sarebbero «evidenze » che il programma a tutt’oggi produca «effetti significativi sul gettito » anche perché le transazioni crescono soprattutto nella grande distribuzione «settore a bassa evasione ». Inoltre, sempre secondo il dossier in mano a Draghi, la misura è di carattere «regressivo e sperequativo » perché favorisce «le famiglie più ricche» dove è più diffusa la carta di credito e non tocca quelle più povere che o non hanno la carta o non arrivano alle soglie di spesa. Non ci sarebbe neppure la spinta sull’utilizzo: oggi già il 73% delle famiglie usa la carta e può già ottenere lo sconto senza intensificare l’uso della credit card mentre chi è sotto non ha sufficiente capacità di spesa. Senza contare l’effetto sui conti pubblici: 4,7 miliardi di spesa quando, spiega il documento tecnico, in Italia cresce la povertà.Tengono botta i grillini: Patuanelli (Politiche agricole) ha rassicurato Draghi prima del Consiglio sul voto a favore del M5S e ha smentito di volersi dimettere. Del resto i Cinque Stelle considerano un onorevole compromesso il fatto che il cashback – loro misura simbolo- sia stato sospeso per sei mesi e non cassato definitivamente.Il decreto recepisce poi l’accordo raggiunto con i sindacati e alcune organizzazioni imprenditoriali martedì sera. Il blocco dei licenziamenti prosegue fino al 31 ottobre solo per la filiera del tessile e per le aziende che hanno tavoli di crisi aperti al Mise e per le quali c’è la possibilità di utilizzare ancora 13 settimane di Cig gratuita. Per le altre c’è da oggi la possibilità di licenziare, ma quelle aderenti a Confindustria, Confapi e Alleanza Cooperative si sono impegnate a non farlo in tutti i casi in cui sia possibile utilizzare la Cig ordinaria o altri strumenti alternativi. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha sottolineato l’importanza del risultato raggiunto: «Mi auguro che sia anche il presupposto per la ripresa di un metodo per affrontare le sfide del Paese. Il dialogo sociale è una pratica molto importante».Con il via libera alla legge delega sugli appalti, infine, scatta il conto alla rovescia per la riforma, che andrà varata entro sei mesi. Norme più semplici e chiare per l’affidamento, rafforzamento e qualificazione delle stazioni appaltanti, semplificazione delle procedure. «L’obiettivo spiega il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili Enrico Giovannini – è quello di aumentare l’efficienza del sistema degli appalti, favorendo la concorrenza tra gli operatori e garantendo alla Stato una migliore gestione degli investimenti pubblici».

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