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Da luglio scattano gli accertamenti esecutivi veloci

di Roberto Bagnoli

ROMA — Dal 1 ° di luglio i tempi di intervento di Equitalia, per recuperare multe o tasse non pagate, diventano più rapidi. Scompare infatti, secondo quando previsto da un emendamento approvato nel maggio del 2010 nell’ambito della manovra 2011, la famosa «iscrizione a ruolo» cioè quella sorta di passaggio di consegne dall’ente creditore (Comune, Provincia, Asl, ecc) all’ente riscossore, vale a dire Equitalia. Per l’iscrizione a ruolo a volte occorrevano anche molti mesi. Dal prossimo luglio, questo passaggio scatterà automaticamente sin dal 61 ° giorno della notifica dell’atto. Per essere più chiari già dopo due mesi dal momento in cui il contribuente ha ricevuto l’avviso, Equitalia può mettere in azione i suoi uomini per recuperare le somme non pagate facendo ricorso a strumenti non proprio simpatici come le ganasce o il pignoramento del quinto dello stipendio o dell’appartamento. Per evitare che questa modifica normativa si trasformi in un vero e proprio inferno per i contribuenti, il decreto sviluppo recentemente approvato dal governo e al momento all’esame del Parlamento, ha introdotto una serie di paletti. Ne ricordiamo i quattro più importanti. Primo: questa nuova regola non è retroattiva ma riguarda solo gli atti nuovi a partire dal 1 ° luglio. Secondo: i 60 giorni durante i quali il contribuente ha tempo per mettersi in regola restano ma dalla data di notifica, cioè quando il cittadino apprende della richiesta di saldo. Terzo: se il contribuente, una volta ricevuta la notifica, decide di accordarsi col fisco facendo scattare il meccanismo dell’accertamento con adesione, a questo punto i tempi si allungano di altri 90 giorni. Quarto: viene introdotta la cosiddetta «sospensione cautelare» . In pratica se già dopo 60 giorni Equitalia arriva a chiedere il pignoramento della casa, il contribuente ha la facoltà di bloccare il procedimento laddove riguardi l’immobile di abitazione, cioè l’alloggio dove vive. Un blocco che però non è eterno ma dura solo due mesi, il tempo necessario per trovare i soldi o per farsi venire in mente qualche vizio procedurale in grado di fermare la macchina fiscale.

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