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Da Linate più voli con l’Europa

Il decreto Linate, la cui firma è imminente, non aumenterà né i tetti orari né quelli giornalieri sullo scalo milanese: si limiterà a consentire nuovi collegamenti «verso città europee non capitali». All’indomani dell’adozione, da parte del Consiglio dei ministri, del piano nazionale degli aeroporti, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi è a Milano per presentare il decreto Linate – «lo firmerò in serata (ieri per chi legge, ndr)» – e ribadire che Malpensa «resterà l’aeroporto strategico del Nord-Ovest». Non ci sarà nessuna esplosione di Linate, né un decreto ammazza Malpensa: questa il ragionamento del ministro.
Tuttavia il decreto Linate non sarà limitato al solo periodo dell’Expo 2015: il testo infatti non prevede alcun limite di tempo. Lapidario il commento del presidente della Sea, Pietro Modiano: «Prendo atto dei contenuti del decreto annunciato dal ministro Lupi, ma esprimo il mio rammarico per l’assenza della prevista clausola di temporaneità». Critici con il decreto, per lo stesso motivo, sia il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, sia il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Secondo Maroni «nel decreto c’è una completa liberalizzazione di Linate, che potrebbe penalizzare Malpensa».
Il caso Linate
«Il provvedimento – incalza Lupi – non è a tempo e permetterà alle compagnie che già operano a Linate di aprire i voli europei verso città non capitali». Si tratterà, precisano i tecnici, di collegamenti point to point; divieto assoluto, invece, ai voli extra-Ue. Circa la decisione di non porre limiti temporali, Lupi dice che «una delle richieste contenute nella lettera che ho ricevuto dal sindaco Pisapia e dal presidente della Regione Lombardia Maroni, era di poter operare a Linate in via sperimentale fino a marzo/aprile 2016 per poi verificare, con i dati forniti da Enac, l’effetto prodotto sugli aeroporti milanesi». La decisione è maturata considerando il fatto che «per poter ottenere un minimo di stabilità e per dare prospettive, due anni non sono sufficienti». Quindi, precisa il ministro, «abbiamo concordato di istituire un tavolo tecnico permanente composto da ministero Infrastrutture, Comune di Milano, presidente della Regione e Sea, il quale, con i dati che Enac fornirà ogni mese, verificherà se le preoccupazioni sono fondate». Nel caso, si valuteranno le eventuali correzioni per mantenere il necessario equilibrio tra Linate e Malpensa.
Il caso Malpensa
Su Malpensa invece, a conti fatti, il ministro non dà certezze. Il pensiero di Lupi si può sintetizzare così: c’è la volontà da parte di Alitalia-Etihad di investire su Malpensa con voli intercontinentali e di lungo raggio per riportare lo scalo alla sua vocazione d’origine; Malpensa sarà hub europeo cargo del gruppo Etihad. Attualmente a Malpensa, su un traffico di circa 18 milioni di passeggeri l’anno, i viaggiatori con un biglietto Alitalia sono circa 1,2 milioni; di questi, i passeggeri che si imbarcano su rotte intercontinentali sono circa 200mila. L’obiettivo per il 2015 di Alitalia-Etihad su Malpensa è di potrare i clienti Alitalia dei voli intercontinentali a quota 550/600mila. In ogni caso Malpensa è stato inserito tra gli 11 aeroporti di interesse strategico previsti dal piano nazionale e riconfermato nel ruolo di scalo strategico per il Nord-Ovest. Il presidente della Sea però chiede che alle parole seguano i fatti: «Chiedo un forte impegno del governo – dice Modiano – per assicurare la piena libertà di accesso a Malpensa dei vettori internazionali attraverso la concessione e il mantenimento dei diritti di V libertà, tanto più in vista di Expo».
Infine Lupi annuncia la firma di un ulteriore decreto per regolamentare una materia delicata: i contributi e gli incentivi che gli aeroporti offrono alle compagnie low cost per attirarle sui propri scali. Il succo del provvedimento è questo: sì al contributo di marketing, ma il tutto dovrà avvenire in maniera chiara e trasparente, sia da parte degli aeroporti sia da parte delle compagnie aeree.

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