Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Da Intesa a Eni, scommessa da 5 miliardi

Il portafoglio di People’s Bank of China si arricchisce di altre due partecipazioni rilevanti italiane e va a completare la presenza nei gruppi finanziari più rilevanti nel Paese. Con una quota oltre il 2% in Unicredit e Banca Monte Paschi di Siena, la banca centrale cinese pone altre due bandierine importanti nei primi istituti bancari per capitalizzazione a Piazza Affari. Dopo il 2,005% Intesa Sanpaolo, infatti, Pboc rileva esattamente la stessa partecipazione anche nel gruppo guidato da Federico Guizzoni, che ieri a chiusura dei mercati aveva un valore di 680 milioni di euro. L’operazione risale al 29 giugno scorso, secondo le comunicazioni alla Consob. Il che si traduce in una minusvalenza teorica del 6% circa visto l’andamento del titolo nell’ultima settimana. Un po’ peggio è andata per l’investimento in Mps: il 2,01% detenuto da Pboc ieri valeva circa 91 milioni, in calo del 12% rispetto ai corsi del 30 giugno scorso. Data a cui risale la comunicazione alla Consob.
Certo poca cosa rispetto a quanto in questi ultimi due anni la banca centrale cinese ha guadagnato con gli investimenti in titoli di Piazza Affari. Le stime, in base alla banca dati S&P Capital IQ, indicano plusvalenze attorno ai 150 milioni per le partecipazioni italiane e il tutto solo in un anno e mezzo.
In meno di due anni People’s Bank of China si è posizionata in Italia nel capitale delle società a maggiore capitalizzazione di Piazza Affari a partire da Eni ed Enel; oppure in quelle che hanno un importanza strategica per le operazioni di merger & acquisizion future o di riassetti azionari come Telecom Italia, Fca o Banca Mps; oppure in società con business stabili come Terna e Prysmian. Un portafoglio diversificato in tutti i settori chiave del Paese.
Nel complesso la presenza di Pboc in Italia valeva un paio di settimane fa, al momento dell’ingresso in Intesa Sanpaolo, quasi 5 miliardi. Valore che è andato limandosi a causa dei corsi delle borse nelle ultime settimane sotto l’effetto della crisi greca. Il valore resta comunque superiore ai 4 miliardi di euro e considerato gli ultimi due acquisti, potrebbe crescere nel prossimo futuro con altre partecipazioni rilevanti.
D’altra parte che l’Italia fosse nella top list dei paesi in cui investire da parte delle istituzioni e delle aziende cinesi era chiaro da inizio anno. Nel primo trimestre dell’anno il mercato italiano è risultato il primo paese target, in un periodo in cui l’Europa è arrivata a pesare per il 60% degli investimenti cinesi all’estero con un controvalore superiore agli 11 miliardi di euro. Un trend che è andato confermandosi anche nel secondo trimestre del 2015.
Certo sui numeri pesa molto l’investimento di ChemChina su Pirelli per un controvalore stimato a 8,19 miliardi di euro. Ma l’ultimo anno e mezzo ha visto anche l’operazione di Shanghai Electric su Ansaldo Energia per 400 milioni di euro, Dalian Wanda su Infront per 1,275 miliardi di euro, State Grid su Cdp Reti per 2,1 miliardi di euro. Senza contare i deal di dimensioni più contenute.
Se, poi, si considerano le partecipazioni rilevanti oltre il 2%, la Cina supera di gran lunga i Paesi Arabi e la Russia a Piazza Affari, secondo i dati diffusi da Consob. Inoltre se si allarga l’analisi alle Borse Europee la Repubblica Popolare conta pacchetti azionari importanti in società come Royal Dutch Shell (2,14%) o la banca Hsbc (1,6%), che valgono oltre 2 miliardi di euro l’uno. Comprendendo gli investitori privati la Cina ha partecipazioni per circa 60 miliardi di euro nelle Borse continentali, cifra che ne fa il quarto investitore extra Ue dopo Stati Uniti, Canada e Giappone.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa