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Da Imu e tariffe 500 euro in più all’anno

Immaginate di posare una moneta da un euro su tutte le piastrelle del pavimento di casa. Ecco, se in famiglia ci sono due adulti e due bambini, e se la casa è circa di 100 metri quadrati, questo è quanto dovrete pagare in più nel 2012 tra imposte e bollette. A conti fatti, 472 euro, con un aumento del 20,7% rispetto all’anno precedente. Se invece l’alloggio è un po’ più piccolo e appartiene a una coppia di pensionati, la maggior spesa da mettere a budget è 314 euro, che si fermano a 127 euro per un single in un bilocale di 50 metri quadrati.
Il rincaro dipende dal ritorno della tassazione sulla prima casa e dagli aumenti tariffari su energia elettrica, gas, acqua e rifiuti. Le simulazioni – condotte sulla parte tariffaria da Ref ricerche e Unioncamere Indis – considerano un consumo medio a livello nazionale per tre famiglie-tipo. La stessa impostazione è stata seguita anche per calcolare l’Imu, ipotizzando tre abitazioni con rendite catastali intermedie, senza considerare le anomalie degli alloggi censiti come «ultrapopolari» in centro (molto favoriti) e di quelli di recente costruzione in zone periferiche (i più penalizzati).
Imu leggera non per tutti
Per la famiglia con due bambini e la coppia di anziani, l’Imu costituisce circa metà della spesa extra per il 2012. È vero, come ha rilevato la scorsa settimana il ministero dell’Economia, che per le rendite catastali più basse l’Imu pesa meno della vecchia Ici. Ma l’Ici sulla prima casa non si paga più dal 2008, e quindi il confronto tra il 2012 e l’anno precedente comporta un aggravio secco per il bilancio familiare. E poi bisogna considerare altri due elementi che possono distorcere la distribuzione del prelievo: da un lato, le rendite catastali non riflettono necessariamente il valore di mercato dei fabbricati; dall’altro, la detrazione di 200 euro sulla prima casa è concessa a tutti gli immobili, a prescindere dal reddito dei proprietari e dal valore catastale. Un punto, quest’ultimo, che spiega ad esempio perché il single riesca quasi ad azzerare l’imposta municipale.
La casa al mare
L’aggravio è più forte per chi ha una seconda casa al mare o in campagna e la utilizza per il fine settimana o le vacanze estive. In questo caso, anche se il prezzo delle utenze è maggiore, i consumi concentrati in pochi giorni dell’anno comportano un rincaro più contenuto rispetto alle prime case.
Ciò che aumenta “senza se e senza ma” è invece il carico tributario legato all’Imu. Rispetto all’Ici versata l’anno scorso, infatti, cambiano il coefficiente moltiplicatore usato per calcolare il valore catastale (aumentato del 60%) e l’aliquota applicata, che con l’Imu parte dallo 0,76% e può arrivare fino all’1,06 per cento. In realtà, potrebbe anche diminuire fino allo 0,46%, ma al momento le case a disposizione sembrano essere i fabbricati su cui si concentreranno gli aumenti dei Comuni. Tutto sommato, anche calcolando l’Imu con l’aliquota ordinaria, il proprietario della seconda casa si troverà quest’anno a pagare 316 euro in più, con un rincaro del 30 per cento.
L’incognita-addizionale
Il conteggio finale potrebbe rivelarsi ancora più alto. Di fatto, le aliquote Imu sono tutte da decidere, perché i pochi Comuni che hanno già deliberato potranno ripensarci fino al 30 settembre, e perché lo Stato potrà ritoccare il livello del prelievo addirittura fino al 10 dicembre. Ma anche sul fronte dei rifiuti il dossier è aperto in molte città. Le simulazioni di Ref sugli aumenti del 2012, per esempio, tengono conto degli adeguamenti che sono stati deliberati nei primi tre mesi di quest’anno. Fin da adesso, però, si può già prevedere che molti Comuni interverranno nelle prossime settimane. Anche se la tassazione locale andrà poi analizzata a 360 gradi: chi sceglierà di tenere bassa l’Imu o il prelievo sui rifiuti, ad esempio, potrebbe optare per l’aumento dell’addizionale comunale all’Irpef, “sbloccata” dal decreto salva-Italia.

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