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Da gennaio la tassa Ue sulla finanza

Diventa possibile l’introduzione dal primo gennaio prossimo della Tobin Tax europea anti speculazione, come chiedeva il Consiglio europeo su pressione soprattutto del presidente francese François Hollande. La Commissione europea, preso atto della richiesta ufficiale di Francia, Germania, Italia, Spagna, Austria, Belgio, Estonia, Grecia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia, ha dato il via libera a Strasburgo alla procedura di «cooperazione rafforzata», che consente ai primi 11 Stati favorevoli di approvare questa tassa sulle transazioni finanziarie e poi di applicarla.
Il commissario Ue per la Fiscalità, il lituano Algirdas Semeta, conta di definire gli aspetti tecnici con i ministri finanziari dal prossimo Ecofin del 13 novembre e concludere tutto in dicembre. La Commissione europea ha già trovato un consenso di massima sul prelievo dello 0,1% su azioni e obbligazioni, mentre per i prodotti derivati (che provocano volumi molto più ingenti) si scenderebbe allo 0,01%. Ma il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che nella legge di Stabilità ha fissato la Tobin Tax allo 0,05%, ha invitato alla prudenza per non «far evaporare la base imponibile» con la fuga degli operatori verso le piazze finanziarie esenti da questa imposta. Paesi come la Svezia e la Polonia si sono opposti all’introduzione in tutte l’Ue proprio temendo l’allontanamento degli investitori.
Non dovrebbe però essere possibile evitare la tassa trasferendo l’operatività nelle piazze dove non sarà applicata (come la City di Londra o i paradisi fiscali). Il prelievo dovrebbe scattare dovunque quando una delle parti della transazione finanziaria risulti residente in uno degli 11 Paesi membri che l’avranno introdotta. In più Germania, Francia, Italia, Spagna e gli altri 7 Stati aderenti rappresentano circa il 90% del prodotto interno lordo della zona euro. Le prime stime parlano di un possibile gettito annuale di almeno 10 miliardi di euro.
La Tobin Tax, per mantenere la sua natura anti speculazione, non dovrebbe colpire le attività produttive e i piccoli risparmiatori. Il progetto in elaborazione prevede l’esclusione del mercato primario dei titoli di Stato e degli aumenti di capitale delle imprese. I mutui per la casa, gli altri prestiti bancari, i contratti assicurativi e tutte le normali attività finanziarie individuali e delle piccole aziende resterebbero sempre esenti.
«In tempi così difficili questa tassa può generare miliardi di euro di introiti estremamente necessari — ha commentato il presidente della Commissione europea, il portoghese Josè Manuel Barroso —. Si tratta di correttezza. Dobbiamo assicurare che i costi della crisi siano a carico del settore finanziario e che non vengano scaricati sui comuni cittadini». Semeta ha aggiunto che la Tobin Tax non solo è «giusta», ma «anche se non applicata in tutti i 27 Stati membri, ridurrà la frammentazione del Mercato unico e renderà la vita più facile agli operatori dentro l’Ue».

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