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Da gennaio 371 mila contratti stabili in più

ROMA Gli sgravi del Jobs act innescano nei primi 9 mesi dell’anno oltre 370 mila nuovi posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2014: a beneficiarne sono stati soprattutto operai e impiegati. Lo rivela l’Osservatorio sul precariato, pubblicato ieri dall’Inps, che evidenzia una corposa crescita di assunzioni a tempo indeterminato, soprattutto grazie alla norma contenuta in legge di Stabilità. Soddisfazione dal premier Matteo Renzi: «Gli ultimi dati Inps sono il segno di una novità». Critiche invece dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che esprime preoccupazione per la situazione del Sud che «va sommergendosi». Poi aggiunge: «In questo Paese non ha diritto di parola chi la mattina non recita: “Che bello, abbiamo un po’ di contratti a tempo indeterminato in più». Cautela dal segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan: «Finalmente dati positivi, ma tutto questo non basta. Dobbiamo creare le condizioni per far trovare lavoro anche ai 3 milioni di disoccupati, cosa che si fa solo con la crescita».
Guardando al futuro il presidente Inps, Tito Boeri, consiglia: «Puntare al manufatturiero penso sia un messaggio sbagliato: il settore dei servizi avanzati è molto in espansione. Lì si creeranno molti posti di lavoro per imprese, persone e sanità».
Analizzando il report, l’Inps sostiene che nei primi nove mesi del 2015 i nuovi rapporti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di contratti a termine) sono stati 1,7 milioni a fronte di 1,23 milioni di cessazioni: quindi il saldo positivo nell’anno è di 469.393 contratti stabili. Se si paragona la situazione con lo stesso periodo del 2014 (quando la variazione fu positiva per 98.046 unità), nei primi 9 mesi del 2015 il dato è stato migliore di 371.347 unità.
Complessivamente tra gennaio e settembre hanno usufruito del beneficio all’esonero triennale dai contributi previdenziali per le assunzioni stabili fatte quest’anno oltre 906.000 lavoratori, il 55% degli assunti a tempo indeterminato nel periodo. Il vantaggio è stato utilizzato soprattutto per i lavoratori del Nord (il 46,2% del totale dei contratti con esonero), mentre quelli del Sud e delle Isole per i quali è stato chiesto lo sgravio sono il 31,7% del totale. Se si guarda alle assunzioni stabili complessive (escluse le trasformazioni) a fronte di un +34% medio totale, il Nord Ovest e il Nord Est segnano rispettivamente un +42,3% e un +51,3, mentre il Sud e le Isole registrano rispettivamente un +20,2 e un +15,5. Intanto le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel lavoro privato (sempre escluse le trasformazioni) hanno riguardato soprattutto gli operai (960.917 su 1.330.964), ma l’aumento più consistente rispetto al 2014 si è avuto per gli impiegati con un +60% (da 219.132 a 350.890), mentre l’incremento per gli operai si è limitato al 27%. L’Inps segnala anche il boom della vendita dei buoni lavoro: nei primi 9 mesi dell’anno sono stati venduti 81,3 milioni di voucher per il pagamento di prestazioni di lavoro accessorio dal valore nominale di 10 euro con un aumento del 69,3% sullo stesso periodo del 2014.

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