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Da Fineco a Sisal, la stagione delle matricole

Continua la lunga marcia delle matricole. Ieri si presentata a Milano (era a Francoforte il giorno prima) Fineco, la banca diretta multicanale controllata al 100% da Unicredit che con questa operazione ha messo sul mercato il 30% del gruppo (più l’eventuale greenshoe, che porterebbe il flottante a quota 34,5%).

Un’offerta che, senza considerare la quota aggiuntiva della greenshoe, vale tra i 637 e gli 800 milioni e che corrisponde ad una valorizzazione del gruppo a Piazza Affari da un minimo di 2,122 fino ad un massimo di 2,668 miliardi. E, a differenza di quanto ha fatto due giorni fa l’altra matricola, Fincantieri, l’ad di Fineco Alessandro Foti ha aperto ad una «politica di dividendi sulla parte alta, generosa del mercato, sempre nel rispetto dei ratios patrimoniali» anche se ha aggiunto che non ci sono indicazioni sulla futura politica («Non diamo guidance»). Con questa mossa Unicredit (non senza conflitti di interesse in fase di Ipo) porta dunque sul mercato senza aumenti di capitale («Non ne abbiamo bisogno », ha detto Foti) una banca «dalla grande capacità innovativa », come ha spiegato ancora l’ad. di Finecobank che sbarcherà al listino il 2 luglio.
Ma Fineco non è certo isolata: oggi si concluderà l’offerta di Cerved e al massimo entro domani si conoscerà il prezzo definitivo dell’Ipo: secondo fonti riportate da Reuters la domanda si sta concentrando nella parte bassa della forchetta di prezzo. L’offerta mista – aumento di capitale e in parte vendita dei fondi di private equity azionisti – vale 420 milioni di euro al prezzo minimo e 546 milioni nell’ipotesi di prezzo massimo; al valore più basso, 5 euro per azione, Cerved in Borsa avrebbe una capitalizzazione iniziale pari a 975 milioni (post aumento di capitale).
Nel frattempo continuano a scaldare i motori altre due candidate: il gigante delle privatizzazioni, Poste italiane, e un’aspirante matricola, molto più piccola in questo caso, Sisal. Quest’ultima ieri ha comunicato che, proprio considerando l’avvio del processo di quotazione (con la presentazione della domanda di ammissione in Borsa) è prevista una rimodulazione del debito che prevede la cancellazione subordinata al completamento dell’Ipo – dei precedenti finanziamenti soci erogati alla società, per una cifra pari a 450 milioni (su un totale di 1.169 milioni) e inoltre che gli eventuali proventi dalla quotazione che spettano alla società vengano destinati alla ridefinizione dell’indebitamento esistente.
Intanto si prepara anche Poste. Ieri si è tenuta una riunione presso l’azionista, il ministero dell’Economia; un appuntamento interlocutorio (cui non ha potuto partecipare il numero uno, Francesco Caio) che ha fissato una scadenza ogni 15 giorni per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori. Intanto ad affiancare Caio, che da ieri ha preso l’interim per il personale, dopo le dimissioni del dirigente responsabile (Claudio Picucci), è arrivato Pierluigi Celli (con cui Caio aveva già lavorato in Omnitel) in qualità di consulente.
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