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Da Equitalia meglio che in banca

 di Andrea Bongi 

La proroga della dilazione ha i suoi costi ma può essere l'unica via percorribile dal contribuente in difficoltà. L'alternativa, rappresentata dal ricorso al canale bancario presenta, al di là del confronto puramente economico fra gli spread finanziari delle due operazioni, ulteriori problemi di non poco conto. La richiesta al concessionario della proroga del piano originario di pagamento presenta infatti due evidenti vantaggi rispetto al credito bancario: nessuna istruttoria sulla «solvibilità» del contribuente e nessuna garanzia accessoria da fornire qualunque sia l'ammontare del debito per il quale si chiede l'allungamento del piano di pagamento.

Prima ancora dell'esame dei tassi di rateazione il contribuente in difficoltà finanziarie potrebbe trovare proprio nelle due condizioni sopra esposte ostacoli insormontabili per l'accesso al sistema creditizio.

Ecco allora che proprio le concessionarie della riscossione ed in particolare la norma della manovra Monti che ha istituzionalizzato la proroga delle rateazioni (articolo 10, comma 13-bis, dl 201/2011) può risultare l'unica arma a disposizione per evitare la decadenza dal beneficio della dilazione con la conseguente azione esecutiva sul proprio patrimonio. L'unica condizione richiesta al contribuente dai concessionari della riscossione per ottenere la proroga dell'originario piano di pagamento è la dimostrazione del peggioramento della sua situazione finanziaria. Una volta fornita questa dimostrazione il numero delle rate che potranno essere concesse in proroga ed i relativi tassi di dilazione sono indipendenti dalla volontà del concessionario essendo previsti ed aggiornati dalla legge. Va da sé che l'allungamento di un originario piano di dilazione comporterà alla fine dell'operazione un esborso complessivo più elevato da parte del contribuente. E ciò risulterà tanto più evidente quanto maggiore sarà il numero di mensilità aggiuntive concesse rispetto all'originario piano di ammortamento iniziale. Per comprendere la portata di quanto finora affermato abbiamo formulato un semplice caso concreto relativo ad un contribuente persona fisica con un debito originario di euro 10.000. Per rendere il più verosimile possibile il calcolo delle rate iniziali e della successiva proroga ci siamo avvalsi del simulatore di rate disponibile sul sito internet di Equitalia (www.gruppoequitalia.it) nella sezione “rateazioni”. Al momento della richiesta di dilazione originaria il nostro debitore presenta una classe di Isee del valore di euro 60.000 e pertanto per il debito complessivo a ruolo di euro 10.000 il simulatore di rate propone un piano di 28 rate mensili ciascuna di euro 376,89. Trattandosi di debiti di provenienza dell'erario il tasso di dilazione, si legge nelle avvertenze di Equitalia, è fissato nella misura del 4,5%. Al netto dell'aggio di riscossione e di eventuali interessi moratori, il costo complessivo della prima rateazione risulterebbe pari a euro 10.552,92 (28 x 376,89). Dopo aver regolarmente corrisposto le prime dieci rate il nostro contribuente incappa in una situazione di difficoltà finanziaria che gli impedirebbe di proseguire con regolarità il pagamento delle rate previste nel piano originario. Tale situazione di difficoltà è ampiamento comprovata dal peggioramento della classe di valore del suo Isee che risulta sceso al livello di euro 30.000. A questo punto il nostro contribuente presenta istanza di rateazione in proroga ai sensi delle richiamate disposizioni introdotte a regime dalla manovra Monti e per il debito residuo di euro 6.231,10 – debito originario meno le prime dieci rate pagate – ottiene una proroga di 71 rate mensili ciascuna di euro 100,12. Il costo complessivo della nuova rateazione è pari ad euro 7.208,64. Alla fine l'importo complessivo che il nostro contribuente dovrà sborsare sarà dunque superiore a quello della prima rateazione ma non vi è dubbio che l'allungamento del piano originario avrà consentito di evitare le spiacevoli conseguenze legate alla decadenza dai benefici della dilazione di pagamento con la qualifica di debitore moroso. Difficile fare paragoni verosimili con i costi relativi all'accensione di un finanziamento bancario. Il costo della proroga concessa da Equitalia, anche volendo considerare un aggio di riscossione dimezzato dovuto in caso di tempestiva presentazione della prima istanza di dilazione del debito a ruolo, risulta infatti assolutamente competitivo.

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