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Da Cassa forense un progetto per i fondi europei

La Cassa di previdenza forense aiuterà gli iscritti nell’accesso ai fondi europei per avviare o riorganizzare lo studio, per partecipare a progetti innovativi, per riqualificare o reindizzare le competenze. Un pacchetto chiavi in mano per i bandi delle Regioni è stato elaborato da alcuni consulenti della Cassa e sarà affidato alle autonomie, che programmano e intermediano una grande fetta dei fondi europei. La presentazione ufficiale del progetto è stata fissata a metà gennaio, nel corso di un convegno a cui interverranno i rappresentanti delle Regioni.
Il “dossier” per rendere accessibili le risorse comunitarie ai professionisti è solo una tessera della nuova strategia della Cassa degli avvocati: non più solo previdenza e assistenza, anche se naturalmente queste due voci sono la missione fissata dallo statuto. «Ci siano resi conto – spiega Nunzio Luciano, presidente della Cassa forense – che per fare previdenza occorre anche fornire servizi per la professione». Da un lato c’è la crisi economica che ha tagliato reddito e fatturato medio, dunque gli imponibili previdenziali, che assicurano il pagamento delle pensioni e parte degli interventi di welfare. Dall’altro lato, però, c’è la consapevolezza che occorre fornire agli avvocati gli strumenti per il riassetto e la riorganizzazione degli studi, per affrontare un mercato caratterizzato da una sempre maggiore concorrenza e che richiede specializzazione. «Sono gli iscritti che sollecitano interventi di supporto per rendere più efficiente l’attività», continua Luciano.
La nuova fase della politica della Cassa è iniziata dopo la riforma dell’ordinamento forense, che ha imposto a chi è iscritto all’Albo l’iscrizione e la contribuzione alla previdenza: migliaia di avvocati, giovani ma non solo, per anni non hanno avuto “cittadinanza previdenziale” perché il reddito non raggiungeva il livello minimo. Ora , dopo il regolamento approvato in agosto dai ministeri vigilanti, questi avvocati potranno pagare 700 euro l’anno invece di 2.800.
In questo quadro, la Cassa organizzerà anche una serie di eventi formativi dedicati ai giovani: si tratterà di seminari gratuiti, in varie città. Nello stesso tempo si pensa a un accordo con il ministero della Giustizia per fornire all’avvocatura l’accesso gratuito al Ced della Cassazione (si veda «Il Sole 24 Ore» del 25 ottobre).
C’è poi il capitolo dei rapporti con le amministrazioni statali. Molti avvocati che hanno avuto incarichi di gratuito patrocinio sono in difficoltà per i forti ritardi nei pagamenti: negli anni si sono accumulate cifre ingenti, si parla di 140 milioni. La soluzione potrebbe passare dall’anticipo di parte di questi crediti, certi perché certificati dai magistrati, da parte della Cassa, che potrebbe recuperarli attraverso un meccanismo di compensazione sulle ritenute effettuate sulle pensioni. «Il ministro della Giustizia Andrea Orlando – ricorda Luciano – ha mostrato interesse verso la proposta, che però deve ricevere l’avallo dal ministero dell’Economia».
Tutte queste iniziative, però, fanno i conti con le possibilità della Cassa di mettere in campo risorse a sostegno dei professionisti: se non verrà corretta la misura della tassazione sui rendimenti – che potrebbe passare dal 20 al 26% – saranno a rischio molti interventi di assistenza. Senza contare l’impatto sulle pensioni: il sistema delle Casse ha stimato che la misura contenuta nel Ddl Stabilità potrebbe comportare un taglio del 10 per cento.

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